Il 28 settembre 1996 Ascot fu teatro di un’impresa destinata a entrare nella storia del galoppo: sette corse e altrettante vittorie per Frankie Dettori. Quello che sarebbe diventato celebre come il “Magnificent Seven” non fu soltanto un record, ma uno di quei rari pomeriggi nei quali lo sport assume i contorni della leggenda.

Il giovane Lanfranco Dettori, allora venticinquenne, arrivò all’ippodromo del Berkshire carico e fiducioso soprattutto per le Queen Elizabeth Stakes di Gruppo 1, nelle quali avrebbe montato Mark Of Esteem. Già dalla dichiarazione dei partenti credeva molto nelle sue possibilità e, alla vigilia, si era posto un primo obiettivo: vincere la corsa d’apertura con Wall Street per cominciare il pomeriggio con il giusto slancio.

Il piano si realizzò. Dettori vinse subito con Wall Street, poi si impose anche con Diffident, proposto a 12/1 nelle Diadem. Arrivò quindi il momento di Mark Of Esteem, che ebbe la meglio su Bosra Sham nelle Queen Elizabeth Stakes. Tre successi consecutivi avevano già trasformato la giornata in qualcosa di straordinario.

La serie, però, proseguì. Dettori portò alla vittoria Decorated Hero, allenato da John Gosden, quindi Fatefully, favorito e vincitore per un muso, e infine Lochangel, anch’esso favorito. Quest’ultima era, insieme alla prova di Mark Of Esteem, l’altra corsa che il fantino pensava di poter vincere prima del suo arrivo all’ippodromo.

A quel punto il pubblico cominciò a credere seriamente nella possibilità del sette su sette. Anche la BBC, che aveva concluso il collegamento dopo le Queen Elizabeth Stakes, tornò in diretta da Ascot davanti alla prospettiva di assistere a un evento memorabile. L’entusiasmo coinvolse scommettitori esperti e semplici appassionati.

Nell’ultima corsa Dettori salì su Fujiyama Crest, inizialmente offerto a 12/1 e rapidamente sceso fino a 2/1 per il massiccio sostegno del pubblico. Dopo una partenza veloce, il cavallo prese il comando. Entrò stanco in dirittura, ma Dettori riuscì a trovare le energie necessarie per conservarne il vantaggio fino al traguardo.

Con quella settima vittoria Ascot esplose di gioia e il “Magnificent Seven” divenne una pietra miliare del galoppo mondiale. Secondo quanto riportato dalla fonte, i bookmaker subirono perdite per 40 milioni di sterline, mentre l’accoppiata delle sette vittorie pagò 25.095 contro 1.

Il legame tra Dettori e il cavallo dell’ultimo atto non terminò quel giorno. Qualche tempo dopo il fantino acquistò Fujiyama Crest all’asta per 2.000 sterline e lo tenne con sé come animale da compagnia. Il cavallo morì nel 2015, all’età di 23 anni, dopo essere diventato per Dettori molto più di un simbolo di quella giornata irripetibile.

A distanza di trent’anni, l’impresa del 28 settembre 1996 conserva intatta la propria forza. Le sette vittorie consecutive di Ascot restano il momento che trasformò un pomeriggio di corse nel giorno più celebre della carriera di Frankie Dettori.