Domenica 6 settembre Paris-Longchamp non assegnerà ancora l’Arc, ma offrirà indicazioni importanti in vista della grande corsa di ottobre. I trial, tuttavia, non ne rappresentano una semplice versione ridotta: cambiano il numero dei partenti, il ritmo e soprattutto il livello di preparazione. Da un anno, inoltre, queste prove si disputano quattro settimane prima dell’Arc anziché tre, lasciando più tempo per recuperare e riducendo la necessità di presentarsi già al massimo della condizione.
Il programma ufficiale comprende nove corse. Il Prix Vermeille G1 è previsto alle 15.50, il Prix du Moulin G1 alle 16.25, il Prix Niel G2 alle 17 e il Prix Foy alle 17.35. Vermeille, Niel e Foy, tutti sui 2400 metri, guardano al mese successivo; il Moulin, disputato sul miglio, richiede invece una risposta immediata.
I numeri confermano il peso della riunione nel percorso verso l’Arc, senza però renderla una tappa obbligata. Negli ultimi venticinque anni, 11 vincitori dell’Arc, pari al 44%, avevano effettuato proprio in questo convegno l’ultima uscita: cinque provenivano dal Niel, cinque dal Vermeille e uno dal Foy. Più della metà, dunque, aveva seguito una strada differente.
Nella storia del Prix Niel si contano dodici doppiette con l’Arc nella stessa stagione. Otto furono realizzate tra il 1994 e il 2006, con Rail Link, figlio di Dansili, ultimo a riuscirci vent’anni fa. Sottsass, da Siyouni, vincitore del Niel nel 2019 e dell’Arc nel 2020, è invece il più recente dei tre vincitori del trial capaci di imporsi nell’Arc a quattro anni.
Il bilancio del Foy è più limitato. In oltre settanta edizioni, soltanto Allez France, figlia di Sea Bird, Sagace, da Luthier, e Waldgeist, da Galileo, hanno conquistato Foy e Arc nello stesso anno. Nel 2019 Waldgeist pose fine a un’attesa che durava dal 1984.
Il Prix Vermeille, Gruppo 1 da 600.000 euro, appare la prova più aperta della parte centrale del pomeriggio. Le tre anni ricevono 3,5 chili dalle anziane, un vantaggio tutt’altro che trascurabile sui severi 2400 metri.
Sunly, da Night Of Thunder, presenta forse il profilo più affidabile. Conosce pista e distanza e arriva dal terzo posto ottenuto contro i maschi nel Grand Prix de Saint-Cloud. Non ha ancora vinto un Gruppo 1, ma tenuta e adattamento a Longchamp sono già accertati. Dovrà però concedere peso alle otto tre anni in gara.
Sparan Nua, figlia di Dawn Approach, ha mancato di una testa le Yorkshire Oaks G1, superata dalla più esperta Kalpana, da Study Of Man. La distanza non rappresenta un problema e la sua crescita estiva è evidente, ma dalla dura corsa di York saranno trascorsi appena diciassette giorni.
Survie, da Churchill, rientra invece dagli Stati Uniti dopo due vittorie a Saratoga, l’ultima in un Grade 1 contro i maschi. È la cavalla con la valutazione più alta del campo, ma tra il viaggio e i soli ventidue giorni di recupero è chiamata a sostenere un altro impegno pieno.
Pink Panthera, da Chachnak, seconda nel Prix de Diane G1 e nel Prix de Malleret G2, ha già dimostrato di reggere la distanza. Friendly Soul, figlia di Kingman, possiede classe ma sale dai 2000 metri e dovrà distribuire le energie in modo differente. Romantic Symphony, da Dubawi, è stata supplementata nelle ultime ore al costo di 43.200 euro: arriva da due successi consecutivi e ha appena vinto sui 2500 metri di Deauville, mostrando fondo e condizione.
Il Prix du Moulin, Gruppo 1 da 800.000 euro, riunisce sette concorrenti. Gstaad, da Starspangledbanner, ha vinto le Irish 2000 Guineas prima di chiudere due volte secondo dietro Bow Echo, figlio di Night Of Thunder, nelle St James’s Palace Stakes e nelle Sussex Stakes. Con il ritiro del suo principale rivale, dovrà dimostrare di essere il miglior miler in attività.
Dorset, da Wootton Bassett e compagno di scuderia di Gstaad, partirà dalla gabbia più interna e potrà occuparsi dell’andatura. Il ritmo sarà un elemento decisivo, soprattutto per Opera Ballo. Il figlio di Ghaiyyath parte abitualmente con decisione e ama galoppare nelle prime posizioni; ha vinto il Jebel Hatta G1 ed è giunto terzo sia nelle Queen Anne sia nelle Sussex. Se seguirà Dorset troppo presto rischierà di muovere in anticipo, mentre potrà conservare risorse per il finale qualora riuscisse a respirare lungo l’ampia curva del tracciato parigino.
Un’andatura regolare favorirebbe anche Ten Bob Tony, da Night Of Thunder, capace di rimontare e vincere le Queen Anne a 50/1. Le due prestazioni successive sono state leggermente inferiori, ma il ritorno sul miglio e una prima parte veloce potrebbero ricreare le condizioni ideali.
Erdenali, figlio di Caravaggio, è il concorrente più difficile da valutare e uno dei più interessanti. Ha vinto le prime tre corse della carriera e ha poi chiuso terzo, con poca fortuna, nel Prix Messidor. È già vincitore su pista e distanza e nella linea femminile del pedigree compare Ervedya, da Siyouni, prima nel Moulin 2015. Per essere competitivo dovrà compiere un netto salto di qualità, ma i suoi margini non sembrano ancora definiti.
Nel Prix Niel, Gruppo 2 riservato ai tre anni, Benvenuto Cellini, da Frankel, costituisce il riferimento tecnico. Vincitore dell’Irish Derby, ha poi terminato terzo nelle King George, a due lunghezze da Kalpana e mezza lunghezza da Calandagan. Scatterà da una gabbia esterna e dovrà rilassarsi, affrontare correttamente la lunga curva e cambiare velocità senza perdere equilibrio. In prospettiva Arc, questi aspetti conteranno più del margine all’arrivo.
Alam, da Zelzal, e Varandir, da Zarak, rispettivamente terzo e quarto nel Grand Prix de Paris, conoscono già i 2400 metri di Longchamp. Pearled Majesty, figlio di Persian King, è stato poco fortunato nel Prix du Jockey Club e ha poi vinto nettamente il Prix Eugene Adam. Affronta per la prima volta questa distanza e, in caso di andatura contenuta, la sua velocità da cavallo da media distanza potrebbe diventare un vantaggio.
Chiefland, da Study Of Man, secondo nel Deutsches Derby G1, correrà per Liberty Racing 2024 Gold. Acquistato per 50.000 euro alle BBAG Sales, ha fondo e regolarità. Trova però un confronto più internazionale e un favorito con una valutazione nettamente superiore. Un ritmo sostenuto e un terreno leggermente mosso potrebbero aiutarlo.
Nel Prix Foy saranno soltanto quattro i partenti, senza possibilità di nascondersi tatticamente. Daryz, figlio di Sea The Stars e vincitore dell’Arc 2025, rientra dopo il terzo posto di giugno nelle Prince Of Wales’s Stakes e un successivo periodo di riposo. In precedenza aveva conquistato il Prix Ganay e il Prix Aga Khan IV a Longchamp.
La valutazione di Daryz lo colloca chiaramente davanti agli avversari, ma l’obiettivo non sarà raggiungere subito il massimo. Dovrà correre in modo ordinato, completare la preparazione e conservare energie per ottobre.
Bay City Roller, da New Bay, ha dominato la Coronation Cup con dieci lunghezze di vantaggio su terreno molto impegnativo. Torna dopo tre mesi e deve dimostrare che quel netto progresso non fosse dovuto soltanto alle condizioni. Una progressione lunga potrebbe favorirlo, mentre una volata breve esalterebbe il cambio di marcia di Daryz.
Quest For Magic, figlia di Motivator, è imbattuta nelle due corse disputate nel 2026, riceve un chilo e mezzo dai maschi e sale di categoria dopo le Listed. Uthred, da Persian King e di proprietà del calciatore Griezmann, potrà contribuire a garantire ritmo in un campo molto ristretto e provare a ottenere il miglior risultato possibile.
La giornata offrirà anche due indicazioni sui due anni. Nel Prix La Rochette G3 delle 13.58, Avec Toi, da No Nay Never, difenderà l’imbattibilità dopo tre vittorie in altrettante uscite, l’ultima ottenuta dominando di quattro lunghezze il Prix Francois Boutin. Secondo prodotto di La Joconde, da Frankel, abbina la velocità della linea paterna alla qualità di quella materna.
Nel Prix d’Aumale G2 delle 14.33, Data, figlia di Lope De Vega, proverà invece a regalare a Christopher Head un altro successo in una delle prove giovanili conquistate dalla scuderia anche dodici mesi prima.
La riunione non dovrà necessariamente produrre promozioni o bocciature definitive. Nel Moulin sarà centrale la gestione del ritmo, nel Vermeille peseranno i tempi di recupero, nel Niel l’adattamento al percorso e nel Foy lo stato della preparazione. I risultati daranno risposte precise, mentre il cammino verso l’Arc resterà inevitabilmente più difficile da interpretare.
