Sayyida, fattrice simbolo di Trelawney Stud, è morta all'età di 26 anni. È stata sepolta nella tenuta che per tanti anni è stata la sua casa, dove una targa speciale ricorda il posto occupato e la notevole eredità lasciata all'allevamento.

Acquistata da yearling e allenata da Roger James per Brent e Cherry Taylor, Sayyida era considerata una delle principali candidate al New Zealand Derby di Gruppo 1 nella sua stagione dei tre anni. Un infortunio riportato nelle Avondale Guineas di Gruppo 2 pose però fine alla sua carriera agonistica.

Curata con grande pazienza fino al recupero, la vincitrice di due corse dimostrò poi che il suo talento non era limitato alla pista. Pur avendo prodotto un numero contenuto di puledri, si affermò come una delle fattrici più influenti di Trelawney Stud grazie alla qualità dei suoi discendenti.

Il suo prodotto più celebre è stato Ocean Park, vincitore di cinque prove di Gruppo 1 e successivamente capace di lasciare il segno anche come stallone. Tra i suoi risultati in razza figura Ohope Wins, nominato Champion Stayer nella scorsa stagione.

Sayyida ha prodotto anche Ruqqaya, madre del duplice vincitore di Gruppo 1 Grunt, oggi giovane stallone ritenuto molto promettente. Tra gli altri suoi discendenti di rilievo figurano la vincitrice di Gruppo 2 Zayydani e Addison, piazzato in corse di interesse selettivo.

Anche l'altra figlia Lady Sayyida ha prolungato il successo della famiglia, generando la vincitrice di Gruppo 2 Excelida e Shanwah, a sua volta vincitore di Gruppo 2 e protagonista anche a livello di Gruppo 1.

Il contributo di Sayyida al purosangue neozelandese fu riconosciuto nel 2013, quando venne proclamata fattrice dell'anno in Nuova Zelanda dopo le imprese di Ocean Park.

Per Brent e Cherry Taylor la cavalla ha avuto un significato particolare. «Sayyida è stata la prima puledra da corsa che Cherry e io abbiamo acquistato per farla correre e poi destinarla alla riproduzione. Ci ha regalato una carriera breve ma emozionante e ci ha mostrato di essere una performer di alto livello, dalla quale potevamo allevare confidando che trasmettesse le proprie qualità ai figli».

«Di certo non ci ha delusi per quanto riguarda i risultati in pista. Era una cavalla dal carattere molto marcato: odiava ricevere troppe attenzioni e metteva alla prova la pazienza di tutti quando bisognava prendersi cura di lei, ma aveva una natura affettuosa. Cherry e io desideriamo ringraziare il nostro personale, i veterinari e il maniscalco per aver accudito per molti anni una cavalla problematica».

Da una femmina piccola, poco appariscente e senza pretese è nata così una linea ricca di campioni: una straordinaria fonte di qualità genetica, la cui influenza è destinata a proseguire per molte generazioni.