Charlie Johnston si prepara all’Ebor Festival di York con una squadra numericamente contenuta ma selezionata. Il trainer locale prevede di schierare circa dieci cavalli nelle quattro giornate sul Knavesmire, sottolineando come l’elevato montepremi e i campi quasi sempre completi rendano il convegno troppo competitivo per presentare semplici comparse.
Per Johnston, York è l’appuntamento di casa e l’equivalente nello Yorkshire dei grandi festival di Newmarket, Ascot e Goodwood, collocati a intervalli di circa tre settimane durante l’estate. A suo giudizio l’ippodromo, un tempo considerato leggermente inferiore agli altri tre, è oggi probabilmente il secondo festival britannico per importanza alle spalle di Ascot. Il tecnico ne elogia l’organizzazione, l’esperienza offerta a proprietari e pubblico e un programma che garantisce almeno 100.000 sterline per ogni corsa del meeting.
Non sarà invece della partita Vincenzo Peruggia nella Sir Kevin Sinfield 7 In 7. Per guadagnarsi il viaggio a York avrebbe dovuto vincere sabato a Newmarket, ma non ci è riuscito. Dopo essere risultato un po’ al di sotto delle attese nei grandi handicap estivi di Ascot e Goodwood, Johnston ritiene preferibile allontanarlo per il momento da quel livello di competizione e cercare una prova meno impegnativa per rimetterlo sulla strada giusta.
Johnston ha inoltre espresso grande rispetto per Kevin Sinfield, figura molto legata al nord dell’Inghilterra, protagonista per lungo tempo con i Leeds Rhinos e impegnato a sostegno di Rob Burrow. Il trainer ne ha ricordato il valore sportivo e umano, dentro e fuori dal campo.
Venetian Lace potrebbe affrontare le Yorkshire Oaks. Dopo una prestazione negativa nelle Oaks, che Johnston attribuisce interamente al terreno, la cavalla era stata inizialmente indirizzata verso le Pretty Polly Stakes. I proprietari cambiarono però idea all’ultimo momento scegliendo le Falmouth Stakes a Newmarket: con il senno di poi, secondo l’allenatore, fu una decisione sbagliata che complicò la stagione.
La prova di Goodwood ha permesso a Venetian Lace di ritrovare la direzione giusta, anche se il suo viaggio ideale potrebbe essere quello sui 2.000 metri circa. La prossima destinazione dipenderà soprattutto dal terreno e dalla qualità delle avversarie: è una cavalla da fondo veloce e, qualora a York la pista rapida inducesse alcune delle principali candidate a ritirarsi, le Yorkshire Oaks potrebbero diventare l’opzione preferita.
L’alternativa è un Gruppo 1 a Deauville nella domenica della settimana dell’Ebor, su una distanza di circa 2.000 metri anziché sui 2.400 delle Yorkshire Oaks. La distanza francese sembra leggermente più adatta, mentre il terreno potrebbe essere migliore a York. Venetian Lace è iscritta anche al Prix de l’Arc de Triomphe, possibilità alla quale Johnston non ha ancora dedicato molta attenzione, ma che non esclude. Il trainer ricorda che la cavalla ha corso bene nelle Guineas e ha già dimostrato di appartenere alla fascia più alta.
La principale speranza della scuderia nell’Ebor da 500.000 sterline sarà Align The Stars, per il quale la corsa rappresenta da tempo l’obiettivo. Il proprietario Tony Farmer vive vicino a York e considera l’Ebor come il proprio Derby: già la possibilità di avere un partente ha per lui un significato particolare.
Align The Stars ha vinto il Northumberland Plate, uno dei maggiori handicap del nord per fondisti, ma Johnston teme che l’età e l’attuale rating di 101 possano rendere ormai più adatte le due miglia rispetto al miglio e tre quarti dell’Ebor. Dopo York potrebbe puntare all’Irish Cesarewitch. È descritto come un cavallo duro e onesto, capace di esprimere il proprio valore, anche se nel campo potrebbero esserci rivali più veloci o meglio trattati al peso.
La vittoria nell’Ebor offre anche una strada verso la Melbourne Cup, ma Johnston resta prudente. Pur riconoscendo l’incentivo e l’interesse mostrato da Willie Mullins e dagli O’Brien, ritiene rischioso viaggiare dall’altra parte del mondo per poi dipendere dal giudizio di un veterinario che non ha mai visitato prima il cavallo. A suo avviso servirebbe la massima certezza di superare i controlli, soprattutto considerando che molti candidati sono cavalli di cinque anni con una lunga attività sulle distanze da fondo. La Melbourne Cup, ha aggiunto, non figura tra le corse che desidera particolarmente vincere.
Nella prima giornata dovrebbe correre Ghaiyya nell’handicap per fondisti sulle due miglia. Al primo tentativo sulla distanza, nel Brown Jack ad Ascot, ha corso bene ed è stata battuta di poco da Kirchner, successivamente secondo dietro Align The Stars nel Northumberland Plate. Essendo sorella uterina di Subjectivist, era prevedibile che approdasse a distanze simili. Ad Ascot è stata un po’ ardente, ma Johnston confida che l’esperienza la aiuti a rilassarsi meglio. È ancora poco esposta su questi viaggi e potrebbe disputare una buona prova.
Giovedì, oltre all’eventuale presenza di Venetian Lace, Francophone potrebbe partecipare alle Galtres Stakes, Listed. Di recente è arrivata seconda in una Listed sui 2.400 metri a Newmarket, al primo tentativo su quella distanza dopo molto tempo. Ha deviato verso l’altro lato della pista nelle fasi conclusive, circostanza che potrebbe esserle costata la vittoria. Dopo essere risultata leggermente corta nei Gruppi 2 affrontati a inizio anno, la discesa di categoria ha prodotto una prestazione molto positiva.
Nell’handicap per due anni sui sette furlong sarà invece candidato Telegraphic. Ha corso tre volte e alla seconda uscita ha vinto in maniera molto convincente a Brighton. In seguito è arrivato secondo a Yarmouth, raggiunto negli ultimi 25 metri mentre cercava di concedere una penalità a un avversario che aveva già mostrato un discreto livello. Johnston spera che l’handicapper lo mantenga a quota 82, rating dal quale lo considera competitivo. La corsa sarà affollata e difficile, ma il trainer lo reputa un buon soggetto.
Sempre giovedì potrebbe essere schierata Carnival Of Light nell’handicap femminile sui sette furlong. Figlia di Night Of Thunder, venne acquistata da Johnston per appena 1.000 sterline al termine della stagione dei tre anni, quando era ancora inedita e aveva già sofferto diversi problemi fisici. È servita quasi un’altra annata per portarla in pista, ma ora ha vinto le ultime due corse, entrambe a Wolverhampton. Ha disputato soltanto quattro gare ed è in progresso: il salto di categoria sarà notevole, ma secondo il trainer merita una possibilità a un livello superiore.
Venerdì Johnston vorrebbe correre Si Grass nell’handicap sul miglio, a condizione che trovi posto. A Goodwood è rientrata dopo sei mesi di assenza dovuti a un infortunio ed è apparsa molto accesa nei preliminari e ardente in corsa. L’ottavo posto può sembrare poco incoraggiante, ma la distanza contenuta dal vincitore induce il trainer a prevedere un netto miglioramento. Johnston la considera superiore al suo rating e spera che riesca a entrare in gara nella parte bassa della scala dei pesi.
Nelle Convivial Maiden Stakes potrebbe esserci Happy Love, secondo al debutto a Beverley alle spalle di un cavallo di Karl Burke che aveva già esperienza. I primi due hanno staccato nettamente il resto del gruppo. Johnston giudica positiva quella prestazione, si attende un passo avanti e ritiene che il cavallo, considerato promettente, meriti questa opportunità.
Folk Pageant potrebbe prendere parte all’handicap femminile sui 2.000 metri soltanto in caso di improvviso cambiamento del tempo e terreno morbido. Dopo la vittoria nella giornata del Derby a Epsom ha deluso, ma Johnston attribuisce il calo soprattutto all’assenza di quel minimo di cedevolezza che la cavalla sembra richiedere.
Sabato Sea And Sun è un possibile candidato al Melrose. Reduce da un piazzamento a metà gruppo in un handicap a Goodwood, ha corso solo quattro volte ed è ancora maiden, ma secondo Johnston reclama distanze più lunghe e dovrebbe tenere fino in fondo, se non oltre. Anche lui non disdegnerebbe un po’ di morbido.
Il Melrose rappresenterebbe un compito ambizioso per Sea And Sun, soprattutto perché non ha ancora vinto. Johnston pensa però che possa trasformarsi in un valido fondista da handicap nella prossima stagione. I proprietari hanno voluto tentare ancora una corsa importante; se non dovesse essere all’altezza, potrà poi cercare il primo successo in un handicap meno impegnativo.
Nell’handicap sui 2.000 metri che chiude il festival dovrebbe tornare Evanesco, battuto di circa una lunghezza in una prova analoga a Goodwood. La sua situazione non è semplice: dopo l’impressionante successo nel meeting delle Guineas è salito a quota 100 e ora corre da 99. Negli handicap deve concedere molto peso a cavalli meno esposti, mentre passando alle corse Pattern incontrerebbe avversari con rating tra 105 e 110. Johnston lo definisce comunque duro e genuino.
Nella stessa corsa potrebbe aggiungersi Thunder Wonder, autore secondo Johnston di una prestazione passata ingiustamente inosservata a Goodwood. Pur essendo noto per le partenze lente, quella volta era uscito discretamente dalle gabbie, ma dopo appena 10-15 yard ha urtato i posteriori di un rivale, è inciampato ed è quasi caduto sulle ginocchia. Marco Ghiani ha rischiato di essere disarcionato e, quando il cavallo ha ritrovato l’assetto, si trovava staccato di una decina di lunghezze in coda.
Thunder Wonder ha poi dovuto aggirare tutto il gruppo in retta, chiudendo quinto a circa due lunghezze. Considerate le circostanze, Johnston ha giudicato straordinaria la sua prova. Non è il cavallo più affidabile e non vince da qualche tempo, ma il trainer ritiene che, se venisse nuovamente offerto a 33 contro 1 come a Goodwood, potrebbe meritare un piccolo tentativo piazzato.
