L’annuncio della mappatura di France Galop ha riacceso il gruppo WhatsApp “Manif du 7 novembre”, che aveva avuto un ruolo centrale nell’organizzazione della manifestazione del 7 novembre 2024. Allora il comparto ippico e le sue istituzioni avevano fatto fronte comune contro il progetto governativo di una nuova tassa, poi abbandonato. Questa volta, invece, numerosi operatori professionali della provincia contestano la dirigenza parigina.
Tra gli interventi figura quello dell’allenatore Stéphane Meunier, già in prima linea in quella mobilitazione e in altre battaglie precedenti. Nel gruppo, animato da discussioni e posizioni diverse ma accomunate dalla volontà di cambiare radicalmente la situazione, Meunier ha invitato tutti ad ampliare la prospettiva.
A suo giudizio, i problemi del PMU e la perdita di attrattiva delle corse non dipendono soltanto dal galoppo e dalla sua programmazione. Ridisegnare calendario e programma, sostiene, non sarà sufficiente se il settore non riuscirà a riportare nella società la cultura del cavallo e, di conseguenza, quella delle scommesse ippiche.
Meunier invita quindi a non trasformare il confronto in uno scontro tra operatori piccoli e grandi, tra realtà più strutturate e provincia, oppure tra territori e Parigi. Per il comparto, afferma, sono indispensabili sia la base sia l’élite.
La vera priorità, secondo l’allenatore, è rilanciare le scommesse ippiche. Per riuscirci occorre fare in modo che cavalli, scuderie, centri equestri e ippodromi restino accessibili al pubblico e presenti nelle città. È però un obiettivo complesso, perché oggi una parte della società guarda al lavoro con i cavalli in modo diverso rispetto agli operatori del settore.
Il primo passo dovrebbe essere far riscoprire le professioni legate al cavallo, organizzando giornate a porte aperte e collaborando con enti locali e uffici del turismo. L’obiettivo indicato da Meunier è spezzare l’immaginario negativo che circonda il comparto.
L’allenatore porta l’esempio di Alençon, dove afferma di riuscire ad attirare mille persone a ogni giornata di corse. Nonostante questa affluenza, dice di non vedere mai rappresentanti commerciali del PMU impegnati a promuovere Paris Internet o MyPMU.
Meunier sottolinea infine le difficoltà incontrate soprattutto dai giovani al momento di scommettere: devono mettersi in coda, mentre l’applicazione SmartTurf, a suo dire, funziona una volta su due e l’app PMU non consente di giocare in ippodromo salvo il CSI. Da qui la sua immagine conclusiva: «Siamo come un supermercato che la gente viene a visitare, ma senza farci la spesa».
