Secondo Angus Gold, storico racing manager di Shadwell, è «altamente improbabile» che la scuderia nomini un sostituto diretto di Jim Crowley, ritiratosi sabato. Il fantino, 48 anni, ha concluso una lunga e prestigiosa carriera a causa delle conseguenze della caduta avvenuta nel settembre scorso a York con Almeraq, cavallo di proprietà Shadwell.
Crowley era stato scelto nel 2016 come prima monta del compianto Sheikh Hamdan Al Maktoum, poco dopo aver conquistato per la prima e unica volta il titolo di champion jockey. Gold ha tracciato un bilancio estremamente positivo del loro rapporto: «Il tempo vola, non mi ero reso conto che fossero passati dieci anni. È stato fantastico, ha svolto un lavoro eccezionale e ci mancherà moltissimo. Ma, se devo essere del tutto sincero, sono contento per lui. So che non avrebbe voluto chiudere in questo modo, ma almeno è in piedi e può muoversi».
Gold ha ricordato anche la gravità dell’incidente: «È stata una caduta terribile e sarebbe potuta finire molto peggio. Mi sono quasi stupito che sia il cavallo sia il fantino siano riusciti ad allontanarsi sulle proprie gambe».
Con i celebri colori blu e bianchi di Shadwell, Crowley ha vinto numerose corse di primo piano in sella a campioni come Baaeed, Battaash e Hukum. Per Gold è difficile isolare un solo momento, anche se Baaeed ha rappresentato uno dei punti più alti per tutta la squadra.
Tra le giornate più memorabili figura il Champions Day di Ascot del 2021, quando Crowley contribuì a tre successi. Oltre alla vittoria di Baaeed, Eshaada si impose nella prova riservata alle femmine, mentre Aldaary, allenato da William Haggas, vinse il Balmoral Handicap.
Gold ha citato anche il ritorno di Hukum dopo l’infortunio, sottolineando quanto fosse straordinario rivederlo a un livello così elevato, e ha definito speciale Battaash. Un altro ricordo è il successo di Anmaat nelle Champion Stakes di Ascot del 2024: «Rivedendola, al palo dei 400 metri sembra impossibile che possa vincere, anche se si conosce già il risultato».
Il contributo di Crowley, però, non si è limitato alle vittorie. Gold lo ha descritto come un perfetto uomo squadra, capace di aderire pienamente alla filosofia Shadwell. Amava montare nei lavori del mattino, conoscere i cavalli a casa e comprenderne le caratteristiche, seguendo anche le nuove generazioni e studiandone le genealogie.
«Era un vero uomo di cavalli, oltre che un ottimo fantino, e si è inserito benissimo, cosa mai semplice», ha spiegato Gold. «Avevamo ancora un numero enorme di cavalli e non è facile mantenere soddisfatti tanti allenatori. Jim, però, aveva personalità, sapeva gestire la situazione e ha fatto un lavoro fantastico».
Crowley aveva inoltre costruito uno stretto legame personale con Sheikh Hamdan, che amava confrontarsi con il proprio fantino. Dopo la morte dello sceicco, quel rapporto è proseguito con Sheikha Hissa e la sua famiglia.
Shadwell sperava inizialmente che Crowley potesse tornare in sella, ma Gold considera comprensibile la decisione di ritirarsi, tenuto conto del momento della sua vita e della futura carriera da allenatore che lo attende.
Dalla morte di Sheikh Hamdan, avvenuta cinque anni fa, l'attività di Shadwell è stata ridimensionata in modo significativo. Per questo Gold non si aspetta che il posto lasciato libero venga assegnato a una nuova prima monta sotto contratto: «Non ne abbiamo ancora discusso, ma, se mi chiedete un parere, penso sia altamente improbabile. Non abbiamo abbastanza cavalli per nominare un grande fantino di scuderia».
La linea seguita quest’anno dovrebbe quindi proseguire almeno nell’immediato futuro: scegliere, d’intesa con gli allenatori, i migliori fantini disponibili di volta in volta. Una discussione interna ci sarà, ma attualmente Shadwell ha in lavoro soltanto 15 o 16 cavalli anziani; gli altri sono due anni e la maggior parte non ha ancora debuttato. Numeri che, secondo Gold, non giustificano al momento l’ingaggio di un nome di primo piano come prima monta.
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