La storia delle Juddmonte International Stakes conserva due pagine particolarmente significative per il galoppo italiano. A quasi trent’anni di distanza, Wollow ed Electrocutionist portarono infatti a York colori e legami italiani, imponendosi sul Knavesmire contro avversari di livello internazionale.
Nel 1976 la corsa si chiamava ancora Benson & Hedges Gold Cup e fu vinta da Wollow, campione di proprietà dell’italiano Carlo d’Alessio, la cui giubba mostrava il tricolore sul petto. Allenato a Newmarket da Sir Henry Cecil, il purosangue era stato acquistato da yearling per appena 7.000 ghinee.
Wollow arrivò all’appuntamento di York con un palmarès già prestigioso, avendo conquistato le 2000 Guineas, le Eclipse Stakes e le Sussex Stakes. Sul Knavesmire offrì un’altra prova di grande valore, superando anche i francesi Crow e Trepan.
Fu uno degli ultimi grandi purosangue di proprietà italiana capaci di lasciare un segno tanto profondo ai massimi livelli del galoppo britannico. Terminò la carriera pochi mesi dopo e venne valutato 1,2 milioni di sterline in vista dell’attività stalloniera. In allevamento, tuttavia, non riuscì a eguagliare i risultati ottenuti in pista e nel 1981 fu esportato in Giappone.
Un’altra affermazione dal forte significato italiano arrivò nel 2005 con Electrocutionist. Di proprietà di Earle Mack e allenato da Valfredo Valiani, giunse dall’Italia per affrontare alcuni dei migliori cavalli del mondo nelle Juddmonte International Stakes.
Con Mick Kinane in sella, Electrocutionist prevalse al termine di uno splendido duello con il campione giapponese Zenno Rob Roy. Quella vittoria non rimase isolata: aveva già conquistato il Gran Premio di Milano e poco dopo aggiunse anche il Gran Premio del Jockey Club, completando un 2005 straordinario.
Nel novembre dello stesso anno Electrocutionist venne acquistato da Godolphin. Cambiarono i colori e la preparazione, ma non la sua competitività: nel marzo successivo vinse la Dubai World Cup. In seguito terminò secondo dietro Ouija Board nelle Prince of Wales’s Stakes e alle spalle di Hurricane Run nelle King George.
La sua vicenda si concluse prematuramente il 9 settembre 2006, quando morì improvvisamente per un attacco cardiaco a soli cinque anni. In carriera aveva ottenuto otto vittorie in dodici corse, guadagnando oltre 5,6 milioni di dollari.
Prima di affermarsi sulla scena mondiale, Electrocutionist era stato uno dei simboli più rappresentativi dell’allevamento italiano. La sua impresa del 2005 e quella di Wollow nel 1976 restano due momenti memorabili del legame tra l’Italia e la grande corsa di York.
