Aidan O’Brien ritiene che Darkness Falls, brillante vincitore nel weekend dell’Irish Champions, possa diventare il suo primo candidato davvero credibile alla Triplice Corona britannica dai tempi di Camelot.

Nel 2012 Camelot vinse le 2000 Guineas e il Derby, ma fu battuto da Encke nel St Leger, mancando così l’impresa completata per l’ultima volta da Nijinsky nel 1970. Tre anni prima Sea The Stars, allenato da John Oxx, aveva conquistato Guineas e Derby, ma l’ultima Classica stagionale di Doncaster non rientrò concretamente nei suoi programmi: concluse invece la straordinaria carriera il mese successivo nel Prix de l’Arc de Triomphe.

A quasi sessant’anni dall’ultima Triplice Corona, O’Brien vede in Darkness Falls un possibile candidato: «Potrebbe essere il nostro primo cavallo da Triplice Corona dopo Camelot. Sembra avere la capacità di reggere la distanza e possiede quella velocità».

Resta da scegliere il prossimo impegno. Le opzioni indicate dal tecnico sono Dewhurst Stakes e Futurity Trophy. «Potrebbe andare alle Dewhurst, perché potrebbe avere il ritmo necessario. È un cavallo insolito, ha una mente eccezionale, viaggia benissimo e sa accelerare. Vedremo come starà, ma è chiaramente molto entusiasmante».

Constitution River era la grande speranza stagionale di O’Brien dopo le vittorie nelle Guineas francesi, nelle Oaks francesi e nell’Eclipse. Le sconfitte di York e delle Irish Champion Stakes ne hanno però ridimensionato la reputazione. Il prossimo passo potrebbe essere un ritorno sul miglio nella Queen Elizabeth II Stakes ad Ascot.

O’Brien non esclude che finora siano state interpretate male le caratteristiche di Constitution River e Gstaad: «È possibile che abbiamo sbagliato e che Constitution River sia il miler, mentre Gstaad sia il cavallo da un miglio e un quarto. Sono entrambi puledri di vertice. Dobbiamo decidere se portare Constitution River ad Ascot sul miglio e se schierare Gstaad, allungandolo a un miglio e un quarto nelle Champion Stakes. All’inizio dell’anno abbiamo sempre pensato che Gstaad sarebbe salito di distanza».

Sun Goddess ha invece rispettato pienamente le attese, dominando le Moyglare Stud Stakes. O’Brien l’ha definita un talento fuori dal comune: «C’era una buona possibilità che non reggesse i sette furlong, ma invece di mettere in luce un suo limite, la distanza ha evidenziato quello delle avversarie. Se sarà tutto a posto, potrebbe tornare in pista nelle Cheveley Park: perché no?».

In vista del Prix de l’Arc de Triomphe, la squadra di O’Brien appare meno forte rispetto alla prima parte della stagione, anche perché diversi cavalli della scuderia sono stati condizionati da un’infezione di lieve entità. Il tecnico potrebbe comunque presentarsi con più rappresentanti.

Benvenuto Cellini, quinto nel Prix Niel, secondo O’Brien è stato penalizzato da una corsa diventata tattica: il battistrada si è staccato senza che gli altri lo seguissero, creando uno scenario poco adatto alle sue caratteristiche. Al rientro ha tossito per alcuni giorni, ma il problema sta scomparendo e l’esame endoscopico non ha rilevato anomalie. Se il terreno sarà buono dovrebbe essere pronto per l’Arc; in caso contrario, la destinazione sarà l’America.

Minnie Hauk dovrebbe con ogni probabilità partecipare all’Arc. O’Brien ritiene che possa arrivare al fine settimana parigino nella sua forma migliore dell’anno, a condizione che non manifesti tosse o altri problemi.

Diamond Necklace è descritta in ottime condizioni e ha come alternative l’Arc e il Prix de l’Opera. O’Brien ha ammesso di averla forse ripresentata troppo rapidamente a Deauville e di non aver dato sufficiente considerazione alla concorrenza. Era convinto che avrebbe vinto, ma la cavalla si è stancata sul terreno pesante e, a suo giudizio, vale probabilmente più di quanto mostrato in quell’occasione.