Il Natale è arrivato in anticipo per l’allenatore australiano Paul Preusker. Il suo Christmas, castrone di dieci anni da Palace Episode, si è infatti imposto nella Ben & Ryan Foote Racing Great New Zealand Steeplechase sui 6200 metri, disputata domenica a Te Aroha.

Preusker aveva acquistato Christmas in Francia diversi anni fa pensando per lui a un futuro sui salti. Il debutto in questa specialità, tuttavia, è arrivato soltanto quest’anno e il cavallo ha subito dimostrato una buona predisposizione.

Nel corso della stagione aveva affrontato sei prove sui salti in Australia, vincendo la Casterton Chase sui 3800 metri e classificandosi poi quarto nella Grand National Steeplechase sui 4500 metri, corsa il mese scorso a Ballarat.

Alla ricerca di nuovi obiettivi e di una distanza più lunga, Preusker ha individuato nella Great New Zealand Steeplechase l’appuntamento ideale. Non è stato difficile convincere il fantino abituale Darryl Horner Jnr ad attraversare il Mar di Tasman: Horner aveva già montato in Nuova Zelanda quando era adolescente.

Nel lungo percorso di Te Aroha, Horner ha adottato una tattica prudente, sistemando Christmas in coda e lontano dall’andatura per i primi due giri. A 800 metri dall’arrivo aveva davanti tutti i rivali tranne uno, ma la situazione è cambiata rapidamente quando il fantino gli ha chiesto di avanzare all’esterno del gruppo.

Il figlio di Palace Episode ha recuperato progressivamente e, all’ingresso della dirittura finale, si è portato appena all’esterno dei battistrada Smug e Captains Run. Nel tratto conclusivo sono emerse le sue qualità di fondista: Christmas ha respinto Captains Run e ha vinto di una lunghezza e un quarto, mentre Smug ha chiuso terzo, staccato di altre tre lunghezze e mezza.

Al passaggio sul traguardo Horner ha celebrato alzandosi sulle staffe, senza nascondere l’emozione. «È assolutamente incredibile. Sono un tipo sicuro di sé, ma prima della corsa non ero troppo fiducioso. Su una distanza simile deve andare tutto per il verso giusto, e nei primi due giri certamente non è stato così», ha raccontato.

Il fantino ha spiegato che Christmas ha impiegato molto tempo per trovare il giusto ritmo sui salti. «È un cavallino particolare e difficile da interpretare: non sai se accompagnarlo verso l’ostacolo oppure restare fermo. Ho provato un po’ di tutto e ha funzionato ben poco. Più andavamo avanti, però, più miglioravamo. Soltanto intorno agli ultimi 800 metri ho pensato di avere davvero una buona possibilità. È un cavallo che non smette mai di lottare».

Horner ha poi attribuito grandi meriti a Preusker e alla sua squadra. «Tutti sanno che Paul è un uomo di cavalli molto acuto e oggi lo ha dimostrato ancora. Christmas non correva dalla nostra Grand National in Australia e nel tondino era magnifico: non l’avevo mai visto così».

Per Horner il successo ha avuto anche un significato personale. Non vinceva in Nuova Zelanda da 18 anni, quando vi aveva montato appena quindicenne. «Feci una doppietta ad Avondale, ma avevo troppa nostalgia di casa, così presi un aereo e tornai. Da allora non ero più rientrato: essere di nuovo qui e vincere è una bellissima sensazione».

Il fantino ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per il galoppo neozelandese, sottolineandone la storia. A suo giudizio, le trasferte degli australiani sono poco frequenti, ma il risultato ottenuto da Christmas potrebbe incoraggiare Preusker ad aprire una nuova strada.

Anche l’allenatore ha faticato a descrivere la propria soddisfazione. «È un grande risultato e una splendida prima stagione sui salti per il cavallo. Ora guardo già al prossimo anno», ha dichiarato.

Preusker ha ricordato che Christmas era stato comprato in Francia proprio con l’obiettivo di destinarlo ai salti, ma che è servito tempo affinché il castrone collaborasse pienamente con lui e acquisisse la necessaria solidità. Ha quindi ringraziato i proprietari per la pazienza dimostrata, ora ampiamente ricompensata.

«Non è un cavallo veloce, ma più salti ci sono e meglio è per lui. Anche la distanza leggermente superiore di oggi lo ha aiutato molto», ha aggiunto Preusker, elogiando infine l’accoglienza ricevuta in Nuova Zelanda e auspicando di tornare il prossimo anno.