Due corse, due vittorie e la sensazione di non essere ancora stato chiamato a esprimere tutto il proprio potenziale. Divino Amore è il giovane purosangue sul quale si concentrano le ambizioni di una compagine proprietaria che comprende anche Carlo Ancelotti.
La sua storia comincia nel maggio scorso alle Breeze Up, le aste in cui i giovani cavalli vengono presentati ai potenziali acquirenti anche attraverso prove di velocità in pista. Alessandro Botti e Gislain Bozzo notarono un soggetto allora chiamato Darbleu Fal, ne studiarono l’azione e decisero di acquistarlo per 150mila euro, convinti di aver individuato un cavallo dalle qualità importanti.
Dopo l’acquisto arrivò anche il cambio di nome. Darbleu Fal divenne Divino Amore, in controtendenza rispetto alla superstizione secondo cui ribattezzare un cavallo porterebbe sfortuna. La scelta richiama il Santuario del Divino Amore di Roma, luogo legato nella tradizione popolare a racconti di grazie e miracoli.
Divino Amore corre con i colori della 4L di Lamberto Biffi, proprietario milanese. Nella proprietà figurano inoltre Carlo Ancelotti e Gislain Bozzo, mentre l’allevatore ha conservato una quota del 25%, mantenendo così un interesse diretto nel prodotto del proprio allevamento.
Il purosangue allenato da Alessandro Botti ha subito ripagato la fiducia. Al debutto ha centrato una vittoria per certi versi sorprendente, superando avversari appartenenti ad alcune delle più prestigiose scuderie del galoppo internazionale, comprese quelle riconducibili all’Aga Khan e alla famiglia Wertheimer.
La seconda uscita ha trasformato la curiosità in entusiasmo. Opposto a due attesi portacolori Wertheimer, Divino Amore ha cambiato passo al momento dell’accelerazione, staccandosi con facilità e imponendosi di sei-sette lunghezze.
Più del margine, ha impressionato il modo in cui è stato ottenuto: il giovane cavallo ha vinto praticamente in mano, senza apparente necessità di spendere tutte le proprie energie. Al termine della corsa Boudot ha espresso un giudizio netto: «Non ho commenti: questo cavallo va molto forte».
Il bilancio resta dunque perfetto: due partenze e due successi, entrambi ottenuti senza che Divino Amore sembrasse realmente impegnato fino in fondo. Elementi che autorizzano proprietari e allenatore a considerare obiettivi di livello superiore, pur restando nel campo delle prospettive.
Divino Amore è stato fermato e dovrebbe rientrare in aprile in una prova sui 1.400 metri a Deauville. Lo stesso appuntamento richiama il precedente successo di Bréscay, altro cavallo affidato ad Alessandro Botti.
Se il percorso di crescita confermerà le impressioni iniziali, potrebbero aprirsi le porte delle grandi classiche europee per i tre anni. Tra le ipotesi indicate figurano le Guinee di Newmarket, in Inghilterra, e la Poule d’Essai a Longchamp, in Francia.
Per ora si tratta soltanto di possibilità. Nei mesi di riposo e preparazione saranno gli allenamenti, le condizioni del cavallo e i suoi progressi a definire il programma. Intanto Divino Amore ha già offerto ai suoi proprietari, oltre alle due vittorie, la concreta speranza di avere trovato un purosangue fuori dal comune.
