Due mercati differenti, ma entrambi centrali nell'autunno europeo degli yearling. Il Goffs Orby Book 2, concluso a Kildare il 1° ottobre, ha registrato progressi sotto quasi tutti gli indicatori; il Book 2 delle Tattersalls October Yearling Sale ha invece chiuso a Newmarket con nuovi record e ha spinto il fatturato complessivo dei primi due Book oltre i 200 milioni di ghinee.

In Irlanda il catalogo comprendeva 428 cavalli, contro i 435 del 2025. Gli yearling effettivamente offerti sono stati 394, esattamente come dodici mesi prima, mentre i venduti sono saliti da 338 a 345. Il clearance rate è così migliorato dall'86% all'88%.

Il fatturato del Goffs Orby Book 2 ha raggiunto 9.808.000 euro, il 15% in più rispetto agli 8.550.000 euro dell'anno precedente. La media è cresciuta del 12%, da 25.296 a 28.429 euro, e la mediana del 10%, da 20.000 a 22.000 euro. Il bilancio presenta quindi più cavalli venduti, una percentuale di realizzo superiore e aumenti a doppia cifra per volume d'affari, media e mediana.

Significativa la presenza italiana. Razza Latina ha acquistato 13 yearling per complessivi 336.500 euro, con una media di circa 25.000 euro e un massimo di 60.000 euro per una figlia di Bayside Boy. Valfredo Valiani ha firmato dieci acquisti per diversi clienti, spendendo 204.000 euro: il prezzo più alto è stato di 45.000 euro per una figlia di Lope De Vega.

Secondo la fonte, dietro la sigla AA Racing potrebbe esserci un allenatore italiano: cinque gli acquisti per un totale di 88.000 euro, tra i quali una figlia di Good Guess, da Kodiac, pagata 28.000 euro. Vincenzo Caruso ha invece speso circa 50.000 euro per cinque cavalli.

A Newmarket, dopo la forza economica espressa nella fascia più alta del Book 1, il Book 2 ha dimostrato che la domanda non era circoscritta ai soggetti da milioni di ghinee. Il secondo catalogo delle October Yearling Sale ha stabilito i nuovi primati per fatturato, media e mediana.

Il prezzo massimo dei tre giorni è stato realizzato dal lotto 920, un maschio da Lope De Vega presentato da Yeomanstown Stud e acquistato da Blandford Bloodstock per 650.000 ghinee. A testimoniare la profondità del mercato è soprattutto un altro dato: per la prima volta 100 yearling hanno raggiunto o superato le 200.000 ghinee.

Il catalogo contava 809 cavalli, sostanzialmente in linea con gli 812 del 2025. Gli effettivamente offerti sono stati 740, rispetto ai 722 dell'anno precedente, e i venduti 655, sette in più dei 648 di dodici mesi prima. Il clearance rate si è attestato all'89%, contro il 90% del 2025.

Il fatturato ha toccato il record di 75.166.000 ghinee, in aumento dell'8% sui 69.657.500 del 2025. Nuovi massimi anche per la media, salita del 7% a 114.757 ghinee, e per la mediana, cresciuta del 12% da 76.000 a 85.000 ghinee.

Anche l'ultima giornata ha confermato la solidità della domanda. Dei 268 cavalli in catalogo ne sono stati offerti 243 e venduti 213, per un clearance rate dell'88%. Il fatturato della sessione è stato di 22.508.000 ghinee, in calo del 3%, mentre la media è aumentata dell'1% a 105.671 ghinee e la mediana del 14% a 82.000.

Il volume complessivo racconta solo in parte la qualità del mercato: pur con alcune fasce più fragili, a Park Paddocks i soggetti pienamente rispondenti ai requisiti dei compratori hanno continuato a essere valutati molto bene.

Anche in questo caso si sono mossi operatori italiani. Valfredo Valiani ha effettuato due acquisti per un totale indicato dalla fonte in 56.000 sterline: un figlio di Native Trail da 40.000 sterline, destinato all'Italia, e una figlia di Ace Impact da 16.000 sterline, che andrà in Irlanda. AA Racing ha acquistato un figlio di Camelot per 60.000 sterline; la fonte ipotizza che possa arrivare a Roma.

Godolphin, già protagonista sul piano economico nel Book 1, ha guidato la classifica dei compratori del Book 2 con 20 yearling per 5.410.000 ghinee. Blandford Bloodstock ha acquistato un cavallo in più, 21, per complessive 4.717.000 ghinee.

Amo Racing ha invece ridotto sensibilmente l'impegno rispetto al passato: nove acquisti per 1.205.000 ghinee, contro i 16 yearling e i 3.645.000 spesi nel 2025. Rilevante la componente internazionale: gli acquirenti australiani hanno investito 1,2 milioni di ghinee per nove cavalli, mentre dal Giappone il trainer Mitsu Nakauchida ha effettuato due acquisti.

La presenza nordamericana è rimasta particolarmente significativa. Dopo gli oltre 50 yearling comprati dagli operatori del Nord America nel Book 1, nel Book 2 sono stati acquistati altri 24 cavalli per più di quattro milioni di ghinee. A Park Paddocks hanno operato inoltre compratori provenienti dal Golfo, dall'Australia, dal Giappone, da Hong Kong, dalle Filippine, dalla Turchia e da numerosi Paesi europei.

Matthew Prior, managing director di Tattersalls, ha evidenziato proprio l'ampiezza della domanda: «Dopo uno straordinario Book 1, è stato particolarmente incoraggiante vedere una domanda così sostenuta per gli yearling di qualità anche durante tutto il Book 2».

Il dato simbolico è il superamento, per la prima volta, dei 200 milioni di ghinee di fatturato combinato tra Book 1 e Book 2. Con oltre 75 milioni, il secondo catalogo rafforza inoltre la propria posizione di seconda asta europea di yearling per volume d'affari, alle spalle soltanto del Book 1 di Tattersalls.

I 100 yearling venduti per almeno 200.000 ghinee sintetizzano la profondità del mercato: le cifre più elevate restano enormi, ma la competizione tra i compratori è rimasta intensa anche nella fascia immediatamente inferiore. Dopo i duelli del Book 1 tra Godolphin, Coolmore e gli altri grandi operatori internazionali, il Book 2 ha ribadito che qualità, conformazione e pedigree continuano ad attirare investimenti molto consistenti nell'autunno 2026.