Scandinavia ha consolidato il proprio primato tra i fondisti imponendosi al termine di un serrato confronto nel Comer Group International Irish St. Leger, ultimo Classico della stagione irlandese di galoppo in piano.
Vincitore del St Leger di Doncaster dodici mesi prima, il quattro anni da Justify aveva proseguito la sua crescita aggiudicandosi tutte le quattro precedenti corse disputate nella stagione, tra cui la Gold Cup di Royal Ascot a giugno e la sua seconda Goodwood Cup nel mese successivo.
Partito a 4-11 con l’obiettivo di allungare a otto la propria serie di successi, Scandinavia ha dovuto lavorare per avere ragione del compagno di scuderia Queenstown, molto tenace in testa. Nel finale, però, lo ha progressivamente logorato, passando il traguardo con due lunghezze di vantaggio.
Aidan O’Brien ha monopolizzato il podio: Jan Brueghel ha recuperato terreno nelle battute conclusive e si è assicurato il terzo posto, completando l’uno-due-tre dell’allenatore.
«È un grande cavallo e possiede una quantità di stamina incredibile», ha dichiarato O’Brien parlando di Scandinavia. «È un soggetto imponente, capace di viaggiare a velocità sostenuta, e siamo stati contenti che Queenstown fosse lì a mantenere l’andatura. Scandinavia procede regolare e cambia davvero marcia soltanto dopo un miglio e sei furlong, cosa molto insolita».
Il trainer ha ricordato che il cavallo era stato preparato per la Gold Cup di Ascot prima di affrontare gli impegni successivi. Ha inoltre osservato che il terreno trovato nell’Irish St Leger era probabilmente al limite della morbidezza gradita a Scandinavia, definendolo un ottimo galoppatore e sottolineando la qualità della monta di Ryan Moore.
Il Prix du Cadran di ParisLongchamp resta una possibilità, ma O’Brien non ha assunto impegni. Dopo la corsa Moore ha suggerito di destinare Queenstown alla prova francese, così da offrirgli una buona opportunità.
Per Jan Brueghel potrebbe invece esserci la Long Distance Cup sulle due miglia ad Ascot, mentre Scandinavia potrebbe essere fermato in vista della Gold Cup di Royal Ascot del prossimo anno. O’Brien teme infatti che in Francia possa trovare un terreno troppo pesante e non vuole sottoporre il suo campione a sforzi eccessivi: lo considera ormai un cavallo pienamente formato per la Gold Cup e particolarmente efficace sul fondo rapido.
L’allenatore si è mostrato molto soddisfatto anche di Jan Brueghel, al rientro dopo Royal Ascot. «Pensavamo che si sarebbe stancato parecchio. Era stato abbastanza malato ed era rimasto fermo a lungo», ha spiegato. «Oggi era appena pronto per ricominciare, ma sapevamo che, per poter andare ad Ascot, doveva correre qui».
O’Brien ha infine evidenziato che Jan Brueghel possiede grande tenuta, classe e capacità di adattarsi a un terreno leggermente cedevole, giudicando quindi molto positiva la sua prestazione di rientro.
