La Cox Plate è uno dei premi più ambiti del galoppo australasiano e, mentre cresce l’attesa per la 106ª edizione in programma sabato, Gary Hennessy torna con affetto all’impresa compiuta 14 anni fa dal suo campione Ocean Park.

Il figlio di Thorn Park è stato il cavallo della vita per Hennessy, oggi in pensione dopo avere gestito una scuderia di dimensioni contenute ma con forti legami con Hong Kong. Lo individuò alla National Yearling Sale 2010 di New Zealand Bloodstock, a Karaka, mentre cercava un prospetto per l’Hong Kong Derby sui 2000 metri. Ocean Park non arrivò mai in Asia durante la carriera agonistica, ma lasciò un segno profondo tra Nuova Zelanda e Australia.

Grande appassionato di genealogie, Hennessy fu attirato innanzitutto dalla linea di sangue del puledro. Conosceva già la madre Sayyida, che lo aveva impressionato in una prova a Taupo. In quell’occasione aveva corso contro Win Okay, un cavallo rientrato da Hong Kong: Sayyida, già piazzata a due anni, era seguita con particolare attenzione dall’allenatore Roger James e concluse seconda.

Hennessy continuò a seguirla: Sayyida vinse a Matamata e Tauranga, poi partì favorita nelle Avondale Guineas di Gruppo 2 sui 2000 metri. In quella corsa subì però un grave infortunio, anche se fu possibile salvarla. Quando vide Ocean Park a Karaka, Hennessy notò soprattutto la somiglianza con il nonno materno Zabeel, molto più evidente rispetto a un altro prodotto di Thorn Park acquistato l’anno precedente per Andrew Wong.

Wong voleva un cavallo con cui puntare all’Hong Kong Derby e inizialmente intendeva ridurre il budget. Hennessy insistette su Ocean Park, decidendo di partecipare personalmente all’acquisto e coinvolgendo anche Steve Yan. La maggiore disponibilità economica gli permise di aggiudicarsi il puledro della consignment di Trelawney Stud per 150.000 dollari.

L’investimento si rivelò felice. Ocean Park vinse tre delle prime quattro corse, compreso il Wellington Stakes di Gruppo 3 sui 1600 metri. Fu inoltre secondo nelle Great Northern Guineas di Gruppo 2 sulla stessa distanza e nelle Waikato Guineas di Gruppo 3 sui 2000 metri, prima che Hennessy decidesse di provarlo in Australia nell’autunno dei tre anni.

Terminò ottavo nelle Randwick Guineas di Gruppo 1 sui 1600 metri e secondo nelle Rosehill Guineas di Gruppo 1 sui 2000. Hennessy ricorda che a Randwick venne battuto di appena due lunghezze dopo avere recuperato moltissimo terreno. Craig Williams ne elogiò velocità e potenziale. A Rosehill, montato da Glen Boss, fu spostato lateralmente all’ingresso della retta e finì molto largo, mentre il vincitore trovò il passaggio lungo lo steccato.

Dopo quella prestazione il telefono di Hennessy cominciò a squillare per offerte importanti, tutte respinte. L’allenatore preferì continuare a correre Ocean Park e programmò il ritorno in Australia per il Melbourne Spring Carnival. L’obiettivo iniziale era la Caulfield Cup di Gruppo 1 sui 2400 metri, ma il successo al rientro nel Makfi Challenge Stakes di Gruppo 1 sui 1400 metri, a Hastings, orientò la preparazione verso i 2040 metri della Cox Plate.

La scelta si rivelò corretta. Ocean Park arrivò alla grande prova dopo avere vinto l’Underwood Stakes di Gruppo 1 sui 1800 metri e il Caulfield Stakes di Gruppo 1 sui 2000. Secondo Hennessy, tutto si incastrò alla perfezione: il successo in una prova a Te Teko e soprattutto quello di Hastings indicarono che la Cox Plate era più adatta della Caulfield Cup.

Nell’Underwood, Ocean Park superò con autorità Manighar, allora considerato il riferimento australiano tra i cavalli da 2000 metri nelle corse a peso per età. La squadra acquistò grande fiducia, nonostante il mercato australiano continuasse a offrirlo a quote relativamente alte. Prima del Caulfield Stakes ci fu soltanto un piccolo contrattempo: saltò un lavoro e in corsa risultò forse meno convincente del previsto, ma quella prova completò al meglio la preparazione.

Nella settimana della Cox Plate, Hennessy rimase inizialmente deluso dal lavoro svolto il martedì mattina durante Breakfast with the Stars. Il suo cronometraggio manuale suggeriva che Ocean Park non avesse fatto abbastanza, ma i dati dell’E-Trakka, utilizzato allora per la prima volta, raccontavano altro: il cavallo aveva chiuso in 36 secondi, contro i 40 rilevati a mano. A quel punto Hennessy capì che era pronto, lo preservò nei giorni successivi e arrivò alla corsa con grande fiducia.

La sicurezza dell’allenatore trovò conferma pochi giorni più tardi. Ocean Park vinse la Cox Plate battendo due tre anni di alto livello, poi divenuti stalloni, All Too Hard e Pierro, che portavano otto chili meno di lui.

Per Hennessy fu anche un successo dal forte valore familiare. Suo cugino di secondo grado Dave O’Sullivan aveva vinto la Cox Plate del 1991 con Surfers Paradise ed era arrivato secondo nel 1986 con Our Waverley Star, battuto da Bonecrusher dopo un duello entrato nella storia. Hennessy era cresciuto insieme a Paul, figlio di Dave, e sentì di avere seguito le loro orme. Riuscire nell’impresa con una scuderia di appena sette od otto cavalli rese il risultato ancora più speciale.

Ocean Park concluse poi terzo nel Mackinnon Stakes di Gruppo 1 sui 2000 metri a Flemington, nel Derby Day. Al ritorno a Matamata, cavallo e allenatore ricevettero un’accoglienza trionfale. Hennessy racconta di avere compreso soltanto allora quanto quella vittoria significasse per la comunità, tanto da ritrovarsi con mani e nocche doloranti dopo avere salutato tantissime persone.

Il riconoscimento superò i confini della Nuova Zelanda. Un mese più tardi, arrivato a Hong Kong per il meeting internazionale, Hennessy incontrò Paul O’Sullivan, allora allenatore in quella competitiva giurisdizione. O’Sullivan gli disse che probabilmente non si rendeva conto di ciò che aveva realizzato, considerando quanto fosse difficile persino entrare nella Cox Plate, prima ancora di vincerla. Hennessy considera quelle parole uno dei più grandi complimenti mai ricevuti.

Ocean Park disputò soltanto altre tre corse. Vinse il New Zealand Stakes di Gruppo 1 sui 2000 metri, poi volò a Dubai. La carriera terminò a Meydan, dove riportò un infortunio a un tendine dopo avere chiuso dodicesimo nel Dubai Duty Free di Gruppo 1 sui 1800 metri.

Durante il viaggio di ritorno in Nuova Zelanda dovette trascorrere un mese in quarantena in Inghilterra. Hennessy approfittò di quel periodo per visitare Regno Unito e Irlanda e comprese ancora meglio la reputazione internazionale della Cox Plate. A Leopardstown incontrò Jim Bolger, mentre Aidan O’Brien si intrattenne con lui per circa dieci minuti nel recinto di presentazione. A suo giudizio, essere conosciuto come l’allenatore di un vincitore della Cox Plate gli garantì un rispetto particolare.

Durante il soggiorno europeo Hennessy concluse anche l’accordo per la cessione di Ocean Park a Waikato Stud, dove il cavallo iniziò l’attività di stallone più tardi nello stesso anno. Il centro neozelandese aveva già mostrato interesse anche per il rapporto con Katie Hercock, all’epoca pre-allenatrice per Waikato Stud e cavaliere di lavoro di Hennessy, che aveva accompagnato la squadra a Dubai. L’intesa fu raggiunta in 24 ore.

Ocean Park si è affermato anche in razza, generando finora 27 vincitori individuali di corse di selezione e cinque vincitori individuali di Gruppo 1: Tofane, Kolding, Kovalica, Ocean Billy e il compianto Ohope Wins. Quest’ultimo, nella scorsa stagione, si è imposto sia nelle New Zealand Oaks sia nelle Australian Oaks, entrambe di Gruppo 1 sui 2400 metri. Ocean Park è ancora in attività a Waikato Stud, con una monta fissata a 15.000 dollari più GST.

Hennessy ha continuato a sostenerlo come riproduttore, acquistando in Australia un gruppo di fattrici da presentargli. Dalla prima produzione vendette il suo yearling più costoso e allevò anche Beerzatbernz, il primo vincitore generato da Ocean Park.

I successori di Ocean Park in scuderia non raggiunsero gli stessi vertici, ma Hennessy si divertì molto con Ocean Emperor, vincitore sotto la sua guida di tre prove di Gruppo 2 e protagonista anche di una campagna a Singapore. Oggi è stallone nella proprietà di Hennessy a Matamata, Weowna Park. L’ex allenatore lo descrive come il suo migliore amico, un cavallo tranquillo, gentile e facile da gestire anche da solo.

Negli ultimi anni Hennessy ha ridotto notevolmente il proprio coinvolgimento nel settore. Ha venduto le strutture di allenamento a Daniel Miller e disperso gran parte delle fattrici, anche a causa di problemi di salute che gli rendevano difficile sostenere il lavoro fisico. Continua però ad allevare con poche cavalle e si gode una vita più tranquilla a Weowna Park.

Attualmente ha due fattrici gravide. L’anno scorso aveva venduto tutte quelle già coperte, compresa Spirit Of Karlu, madre di Mystic Park. Gli sono rimaste anche due maiden sorelle uterine di Brutal. La scuderia ceduta a Miller occupa circa 20 acri ed era attrezzata per allenamento e pre-allenamento, con giostra ad alta velocità, tapis roulant veloce, pista privata da 800 metri e più di 20 box. Hennessy ritiene che, mantenendo un numero adeguato di cavalli, sia possibile lavorare con grande cura.

Weowna Park si estende invece per 50 acri, circa due chilometri più avanti, ed è arretrata di un chilometro rispetto alla strada. Hennessy ne apprezza soprattutto la tranquillità: la proprietà è vicina a Blandford Lodge e, oltre il fiume, a Paul Pertab. Vive in una casa nuova, possiede un camper e cerca di dedicarsi anche alla pesca del bianchetto. Alleva inoltre pecore Poll Dorset selezionate e circa 70 bovini cresciuti fin da vitelli, attività che lo tengono impegnato e attivo.

Dopo avere avuto fortuna come compratore alle aste, Hennessy spera ora di presentare qualche futuro campione a Karaka nel mese di gennaio. Affiderà alla consignment di Woburn Farm due puledri, ormai troppo vivaci perché possa occuparsene personalmente durante la preparazione.

Il primo è un figlio di Wrote e Je Suis Tiger, allevato su un incrocio molto simile a quello di Fast Network, velocista di primo piano a Hong Kong. L’altro è un figlio di Ocean Emperor e Dancing Attendance, una figlia di Danehill Dancer piazzata di Gruppo 3 appartenente alla famiglia di Lady Tavistock.

Dancing Attendance è sorella uterina di Precedence, vincitore di due Moonee Valley Gold Cup di Gruppo 2 sui 2500 metri per Bart Cummings, Lady Tavistock, Sir Patrick Hogan e Dato Tan Chin Nam. Hennessy vede nel puledro un possibile buon tre anni, certamente adatto ai 2000 metri e, con un po’ di fortuna, forse persino un prospetto da Cox Plate.

Hennessy seguirà con grande interesse anche la Cox Plate di quest’anno, ospitata temporaneamente a Flemington. Farà il tifo per Blind Raise, allenato da Trent Busuttin e Natalie Young, e per Warwoven, preparato da Bjorn Baker. Pur lavorando in Australia, considera Busuttin e Baker ancora legati alla loro identità neozelandese e giudica i loro due tre anni molto promettenti.