Per Denise Dennis e suo marito, l’allenatore Jeff Edwards, il cammino verso il Grade 1 Winning Key Farm Hambletonian da un milione di dollari, in programma sabato 8 agosto al Meadowlands, è cominciato 25 anni fa con una puledra dal carattere difficile. Il suo comportamento compromise la carriera in pista, ma non il futuro come fattrice.
Captain Naughty, allevato e di proprietà di Dennis, prenderà parte alla grande classica americana riservata ai tre anni. Il puledro discende da Miss Naughty Pine, figlia di Pine Chip inizialmente chiamata Southwind Union e poi ribattezzata proprio per il suo temperamento. Dennis la acquistò per 5.000 dollari nel 2001.
«All’asta si comportava così male che non riuscirono neppure a portarla sul ring», ha raccontato Dennis. «Sulla porta del box c’era un grande cartello con la scritta “Non entrare”, tanto era scontrosa. Chiesero 5.000 dollari e accettai. Da allora assegno a tutti i cavalli di quella famiglia un nome contenente la parola “Naughty”».
Miss Naughty Pine disputò una sola corsa prima di diventare fattrice, ruolo nel quale si mise presto in evidenza per Dennis ed Edwards. Incrociata con il loro stallone Scramble Ranger, produsse come secondo figlio Msnaughtybynature, plurima vincitrice delle Indiana Sire Stakes: concluse la carriera con 22 successi in 26 partenze e 642.004 dollari guadagnati.
La linea proseguì con Msnaughtybutnice, seconda madre di Captain Naughty, che generò Msnaughtyashill. Quest’ultima vinse nel Grand Circuit per la coppia e accumulò 156.220 dollari in carriera. Captain Naughty è stato il suo secondo prodotto e uno dei soli cinque nati nel 2023 dal piccolo nucleo di fattrici di Dennis ed Edwards.
«Non riesco a descrivere quanto siamo emozionati per essere nell’Hambletonian con il nostro piccolo puledro allevato in casa», ha detto Dennis. «Anche se non dovessimo guadagnare nulla, sarebbe comunque speciale. Il semplice fatto di essere arrivati fin lì equivale a una vittoria. Volevamo partecipare, se ci fosse stata anche una minima possibilità, ma naturalmente sembrava soltanto un sogno».
Figlio di Captain Corey, Captain Naughty conta quattro vittorie e tre secondi posti in 15 corse, per 78.354 dollari di somme vinte. A due anni si impose nella finale delle Kentucky Golden Rod Series in 1:53 3/5, tempo che lo collocò a pari merito al quindicesimo posto tra i migliori miglio realizzati dai maschi della sua generazione. Fu inoltre quarto in una divisione del Grade 3 International Stallion Stakes, vinta da American Power, anch’egli finalista dell’Hambletonian.
Nelle prime cinque uscite della stagione Captain Naughty ottenne due secondi posti, ma Edwards ritenne che avesse bisogno di cambiare ambiente. «Quest’anno qui non era al livello atteso», ha spiegato Dennis. «Jeff pensava servisse un altro punto di vista, perché il cavallo era speciale ed era stato un buon due anni. Lo aveva considerato tale fin dall’inizio».
Secondo Dennis, nella stagione precedente Captain Naughty tendeva a spendere troppo nei primi tre quarti di corsa, arrivando senza energie nel finale, pur avendo sempre mostrato velocità. Edwards pensò quindi che un professionista della East Coast potesse trovare la soluzione.
A metà luglio si rivolse all’allenatore Per Engblom, con base nel New Jersey. «Jeff lo chiamò e gli disse: “So che non mi conosci, ma alleneresti questo nostro homebred per le prossime due settimane, cercando di portarlo nell’Hambletonian?”», ha ricordato Dennis ridendo. «Per deve aver pensato che fossimo matti».
Il 24 luglio Engblom presentò Captain Naughty in una prova di qualifica al Meadowlands, dove il puledro vinse in 1:52, nuovo primato personale. A quel punto tutte le parti concordarono di tentare l’Hambletonian.
Nella batteria eliminatoria dello scorso fine settimana Captain Naughty sembrava chiuso in sesta posizione all’uscita dell’ultima curva. Con Jason Bartlett riuscì però a trovare spazio e chiuse gli ultimi 400 metri in 26 4/5, terminando quarto a sole due lunghezze da Apex, vincitore in 1:50 4/5.
In finale Captain Naughty partirà dal numero cinque. Bartlett era già impegnato con l’altro finalista Spencer Hanover, così la guida è stata affidata a Brett Beckwith. «Tutti i tre anni presenti in finale sono cavalli speciali e di grande qualità», ha sottolineato Dennis. «Ci sentiamo fortunati e riconoscenti perché Per ci ha aiutati e ora siamo lì».
Dennis, Edwards, familiari e amici saranno al Meadowlands per seguire la finale. Edwards raggiungerà l’ippodromo in automobile da Indianapolis a causa di una patologia cardiaca che lo obbliga a utilizzare un dispositivo di assistenza ventricolare sinistra alimentato a batteria, necessario ad aiutare il cuore a pompare il sangue nell’organismo.
«Nonostante questo continua a uscire, far jogging e allenare i cavalli, perché sono tutta la sua vita», ha raccontato Dennis, che da 43 anni gestisce un’azienda produttrice di costumi e uniformi per bande musicali e cori scolastici, distribuiti in tutti gli Stati Uniti. «Non gli importa di altro. È cresciuto facendo questo lavoro e lo ama profondamente».
Per una piccola scuderia dell’Indiana, l’accesso a una corsa solitamente frequentata dai grandi allenatori ha un significato particolare. «Probabilmente è un’occasione che capita una sola volta nella vita», ha concluso Dennis. «Speriamo di avere un po’ di fortuna, ma comunque vada ce l’abbiamo fatta».
