Golden Tempo è tornato a Keeneland dopo aver trascorso circa sei settimane a Saratoga e vi rimarrà per preparare direttamente la Breeders’ Cup Classic. Domenica l’allenatrice Cherie DeVaux ha confermato che il vincitore del Kentucky Derby e del Belmont non disputerà altre corse prima dell’appuntamento.
La Classic, nella quale affronterà per la prima volta i cavalli anziani, arriverà circa due mesi dopo il suo terzo posto nelle Travers Stakes. Per Golden Tempo sarà inoltre soltanto la seconda corsa nell’arco di circa sei mesi: un virus contratto a giugno gli aveva infatti impedito di partecipare alle Jim Dandy Stakes, previste come prova di preparazione per le Travers.
«Sta davvero molto bene», ha dichiarato DeVaux, aggiungendo che il cavallo effettuerà un lavoro veloce la prossima settimana. Golden Tempo è diventato un soggetto affidabile al mattino e il suo entourage preferisce portarlo fresco alla Classic, senza cercare di inserire forzatamente un’altra corsa nel programma.
Nelle Travers, disputate al rientro dopo quasi tre mesi, Golden Tempo ha ottenuto il miglior Beyer Speed Figure della carriera, pari a 100. La sua prestazione potrebbe essere stata in parte sottovalutata, anche alla luce dello svolgimento della corsa.
Il ritmo delle Travers è stato al massimo moderato e i primi due classificati, Leading Change e Napoleon Solo, avevano occupato rispettivamente la prima e la terza posizione nelle fasi iniziali e centrali. Golden Tempo, secondo il suo stile abituale, era invece rimasto molto lontano dai battistrada: tra i dieci partenti ha percorso il primo quarto di miglio con il secondo tempo più lento e il successivo con il tempo più lento in assoluto.
In seguito ha accelerato nettamente, coprendo il terzo quarto di miglio circa due secondi e mezzo più velocemente del precedente. È stato inoltre l’unico concorrente a scendere sotto i 24 secondi nel quarto quarto di miglio e ha concluso meglio di tutti gli altri partecipanti alle Travers.
Golden Tempo ha provato ad avanzare lungo lo steccato, ma non ha trovato un varco libero in retta. John Velazquez, in sella al battistrada Napoleon Solo, gli ha chiuso il passaggio mentre Jose Ortiz tentava di restare all’interno verso il palo dei tre sedicesimi. Ortiz non è poi riuscito a portarsi all’esterno di Sea Strike, ormai in calo, ed è stato costretto a correggere la traiettoria tornando all’interno dello stesso rivale, mentre Leading Change produceva l’azione decisiva stringendo verso Golden Tempo.
«Non è riuscito a uscire. Guardando la corsa in modo obiettivo, Jose ha risparmiato terreno finché gli è stato possibile. È ciò che può accadere con un cavallo che corre molto coperto nelle retrovie», ha spiegato DeVaux. «Dopo la corsa non era stanco: semplicemente non ha potuto trovare il passaggio di cui aveva bisogno».
Finora né Golden Tempo né gli altri specialisti delle lunghe distanze su dirt della sua generazione hanno fatto registrare prestazioni cronometriche sufficienti per competere con i migliori anziani diretti alla Classic. Il vincitore delle Travers, Leading Change, salterà però la Breeders’ Cup e sarà indirizzato al Clark, in programma a Churchill Downs il 27 novembre.
DeVaux ritiene che Golden Tempo abbia ancora margini di crescita: «Continua a migliorare e tutti i parametri sono progrediti. Dovrà però compiere un importante passo avanti».
La stessa strategia sarà adottata con Englishman, il brillante velocista di tre anni della scuderia. DeVaux aveva già annunciato alcune settimane fa che il puledro sarebbe andato direttamente alla Breeders’ Cup Sprint dopo il successo del 29 agosto nelle Allen Jerkens, ottenuto con tre lunghezze e tre quarti di vantaggio.
Quella vittoria è valsa a Englishman un Beyer Speed Figure di 117. Il puledro possiede così il secondo e il terzo valore più alto dell’anno in Nord America, considerando anche il 115 ottenuto nelle Woody Stephens di giugno, ed è il favorito per la Breeders’ Cup Sprint.
DeVaux lo aveva presentato nelle Jerkens dopo una pausa di quasi tre mesi, circostanza che ha reso semplice la scelta di attendere direttamente la Breeders’ Cup. «È piuttosto facile da allenare. Penso che andrà bene», ha concluso l’allenatrice.
