Henry Dwyer ha riaperto la possibilità che Asfoora disputi un’ultima volta il Coolmore Nunthorpe dopo la sua migliore prestazione stagionale, arrivata nelle King George Qatar Stakes a Goodwood.
La velocista australiana ha trascorso in Gran Bretagna lunghi periodi negli ultimi tre anni. Nel 2024 si era imposta nelle King Charles III Stakes a Royal Ascot, mentre la scorsa stagione aveva completato una prestigiosa doppietta vincendo il Nunthorpe a York e il Prix de l’Abbaye a ParisLongchamp.
Le prime quattro uscite della campagna in corso avevano però fatto pensare che il periodo migliore fosse ormai alle spalle. Quattro settimane prima di Goodwood aveva chiuso ultima nel Coral Charge a Sandown e la settimana successiva era previsto il suo ingresso in quarantena, in vista del ritorno in Australia e della futura carriera di fattrice.
Sui Sussex Downs, invece, Asfoora ha ritrovato buona parte del suo antico vigore. Montata da Oisin Murphy, è passata al comando all’ingresso dell’ultimo furlong, prima di essere rimontata nel finale e terminare al quarto posto. Una prova che ha spinto Dwyer a considerare la difesa del titolo sul Knavesmire, qualora il proprietario Akram El-Fahkri fosse favorevole.
«Sono incredibilmente orgoglioso di essere riuscito a mantenerla a questo livello così a lungo. È una femmina di sette anni, ha corso parecchio e viaggiato molto. Un allenatore può giudicare il proprio lavoro soltanto attraverso le prestazioni dei suoi cavalli, e lei ci ha resi immensamente fieri», ha dichiarato Dwyer.
Il tecnico australiano ha ammesso di essersi lasciato coinvolgere dalla corsa: «Di solito non mi entusiasmo troppo, ma stavolta battevo il piede sinistro. Oisin ha pensato che sia rimasta senza un riferimento davanti per troppo tempo: si è trovata da sola probabilmente 100 metri troppo presto e questo si è fatto sentire negli ultimi 50».
Dwyer ha sottolineato quanto siano decisivi i dettagli negli sprint sui cinque furlong: «Serve che molte cose vadano per il verso giusto. Restano in pista soltanto per 54 o 55 secondi e, se gli episodi non sono favorevoli, diventa difficile».
La decisione su York spetterà comunque a El-Fahkri: «Sono molto tentato, ma non credo che tocchi a me decidere. Telefonerò ad Akram: in fin dei conti sono i suoi soldi e la sua cavalla. Può scegliere ciò che vuole e non gli consiglierò una strada o l’altra, ma dopo la prestazione di oggi si potrebbe pensare che non ci siano ragioni per non andare. La porta è socchiusa».
Nel frattempo Rumstar, allenato da Jonathan Portman, è andato vicino al primo successo di Gruppo 2, chiudendo a mezza lunghezza da American Affair, rappresentante di Jim Goldie. All’inizio di luglio Rumstar aveva vinto per il secondo anno consecutivo il Coral Charge e Portman ha confermato che anche il suo allievo sarà diretto al Nunthorpe.
«Sono davvero orgogliosissimo: ha corso in modo eccezionale», ha detto Portman. «Lui pensava di aver vinto e noi speravamo che fosse così, ma la cosa principale è che si sia presentato e abbia disputato la sua corsa. Il tracciato molto rapido lo ha messo un po’ in difficoltà, mentre Rob Hornby lo ha montato con grande maturità, senza avere fretta».
Portman ha poi ricordato il valore della carriera di Rumstar: «Comincia ad avere una certa età, ma è una gioia averlo in scuderia e non ci deve nulla. Ha vinto quattro corse di Gruppo e una Listed, ora è arrivato secondo in un Gruppo 2. Questo non ci impedirà di provare a conquistare un Gruppo 1».
Time For Sandals ha terminato terza, appena un collo dietro Rumstar, per Harry Eustace e Kieran Shoemark. «Era importante vederla arrivare al traguardo in quel modo e il suo entourage è entusiasta», ha commentato il fantino.
Shoemark ha aggiunto: «Quest’anno non aveva ancora corso davvero secondo il suo valore, quindi è bellissimo averla vista reagire così: sembrava molto più sé stessa. Ha smaltito l’eccesso di freschezza ed è stata molto gestibile. Tutto è andato bene, si è rilassata e ha concluso forte, anche se su cinque furlong così veloci probabilmente non ci si può muovere abbastanza presto».
