Mount Atlas ha chiuso fortissimo ad Ascot e ha negato a Queenstown la vittoria nella Qatar Racing British Champions Long Distance Cup, imponendosi a sorpresa e portando punti preziosi alla sfida di Andrew Balding per il titolo degli allenatori.

Balding e Aidan O’Brien arrivavano a un fine settimana decisivo appaiati nella lotta per il primato della classifica, ma era difficile immaginare che questa corsa potesse assumere un peso rilevante: Queenstown partiva infatti a 14-1, mentre Mount Atlas era un outsider a 33-1.

Per un attimo Ryan Moore è sembrato sul punto di firmare un’altra corsa magistrale ad Ascot in sella a Queenstown, reduce dal terzo posto nel Prix du Cadran. Mount Atlas, però, ha continuato a spingere con grande determinazione e, sotto la monta di PJ McDonald, lo ha raggiunto in tempo per vincere di tre quarti di lunghezza.

Il vincitore del St Leger Highwayman ha completato il podio, mentre Gregory si è classificato quarto.

«Avrebbe potuto essere uno sconfitto sfortunato se non avesse trovato il varco, ma in un certo senso deve essere montato così», ha spiegato Balding. «È un cavallo di grande talento. Sapevamo di correre un rischio sui due miglia, ma ama Ascot e PJ gli ha dato una monta assolutamente brillante».

L’allenatore ha sottolineato anche il significato del successo ottenuto con i colori di Mill Reef: «Sono felicissimo ed è davvero appropriato vincere con questi colori. Mi dispiace soltanto che mia madre non sia qui: è andata a vedere una partita di hockey. Le sarebbe piaciuto moltissimo, perché è stata lei ad allevarlo».

Alla domanda sul possibile peso della vittoria nella corsa al titolo, Balding è rimasto prudente: «Non so quanto possa incidere, c’è ancora molta strada da fare».

McDonald ha accolto il Gruppo 1 con particolare emozione: «Bisogna godersi giornate come questa. Probabilmente ho più giorni alle spalle che davanti a me ed è bellissimo essere ancora nella posizione di montare cavalli simili in occasioni del genere».

Il fantino ha quindi ringraziato Balding e tutta la squadra di Park House per il sostegno ricevuto negli ultimi due o tre anni. A suo giudizio, vincere un Gruppo 1 nel Champions Day, proprio quando il team aveva bisogno del montepremi, è stato il modo migliore per ricambiare la fiducia e ha rappresentato una grande spinta per tutti.

McDonald ha anche spiegato come si sia sviluppata la corsa: «È uno di quei cavalli con cui pensi di poter vincere e poi magari non succede. Stavolta il varco si è aperto esattamente al momento giusto: era già sul traguardo prima ancora di rendersi conto di ciò che stava accadendo. Tutto ha girato a mio favore e sono orgoglioso di essere una piccola parte di questa squadra».

L’ex fantino delle corse a ostacoli ha infine evidenziato il valore personale del risultato: vincere un Gruppo 1 con colori così ricchi di storia rappresenta per lui un importante traguardo, oltre che un motivo di soddisfazione per il futuro della squadra.