La riunione si è svolta nel pieno della crisi legata alla nuova geografia degli ippodromi, ma Guillaume Macaire l’aveva proposta prima degli annunci della Task Force di France Galop. Per non disperdere il confronto, i partecipanti hanno mantenuto al centro il tema originario, quello del programma delle corse, discusso per quasi due ore.

I numerosi allenatori e operatori arrivati soprattutto dalla regione parigina, dal Grand Ouest e dalla Charente hanno espresso una netta opposizione all’attuale programmazione dell’ostacolismo. La critica principale riguarda un calendario giudicato troppo restrittivo, che impedirebbe di trovare corse adatte ai cavalli presenti nelle scuderie.

Secondo i professionisti intervenuti, il programma sarebbe ormai costruito principalmente in funzione delle richieste del PMU, con l’obiettivo di ottenere il maggior numero possibile di partenti nelle corse Premium. Il risultato, tuttavia, non sarebbe quello atteso: la carenza di partenti continuerebbe ad aggravarsi sia nelle prove Premium sia in quelle PMH, mentre molti cavalli restano nei box senza opportunità adeguate.

Dalla geografia degli impianti alla costruzione del calendario, la distanza tra il mondo degli ostacoli e France Galop appare dunque profonda. Alla crisi si aggiungerebbe anche un’incomprensione culturale tra la realtà rurale dalla quale proviene gran parte della disciplina e l’impostazione considerata troppo parigina delle autorità.

La fonte sottolinea il paradosso di una specialità capace di alimentare passione, vocazioni, spettacolo e attrazione, ma penalizzata da masse di gioco ritenute insufficienti. Gli operatori contestano in particolare l’assunto secondo cui il volume delle scommesse dipenderebbe direttamente e soltanto dal numero dei partenti, un principio che, a loro avviso, non sarebbe più adatto alle corse in ostacoli.

Nel dibattito è emersa anche la richiesta di valutare soluzioni specifiche, come formule di gioco dedicate alle corse con pochi partenti. I partecipanti ritengono invece che continuino a essere applicate ricette già inefficaci negli ultimi anni e responsabili di un progressivo indebolimento dell’intero ecosistema.

Emmanuel Clayeux ha portato l’esempio della grande giornata di ostacoli disputata il venerdì precedente a Moulins: secondo la sua analisi, le due prove migliori per raccolta sarebbero state il Gruppo 3 riservato agli AQPS e, soprattutto, il Grand Cross con otto partenti.

Il dato è stato richiamato anche per criticare il rapporto Veltys, che secondo la fonte condannerebbe il cross e raccomanderebbe di eliminare il maggior numero possibile di steeple-chase per lasciare più spazio alle corse in siepi. Queste ultime vengono però indicate nel testo come la specialità più esposta agli incidenti per cavalli e uomini.

I professionisti dell’ostacolismo vengono descritti non come oppositori pregiudiziali, ma come operatori disciplinati, abituati a lavorare duramente rispettando le regole, pur essendo spesso più rumorosi dei colleghi delle corse in piano. Ora, però, manifestano una forte esasperazione e la convinzione che le autorità non soltanto non li sostengano, ma puntino alla loro scomparsa nel breve o medio periodo.

Un ulteriore motivo di protesta riguarda la programmazione delle ultime tre riunioni di Auteuil, presentato come il vertice della disciplina e come la sede nella quale concentrare tutte le corse più importanti. Noël George ha osservato che in Inghilterra sarebbe impensabile collocare una corsa di Gruppo in una normale riunione infrasettimanale, fuori da un fine settimana o da un festival.

George ha ricordato come, Oltremanica, le corse in ostacoli generino gioco, attirino proprietari e richiamino grandi folle tanto nelle città quanto nelle zone rurali. Auteuil, al contrario, avrebbe ospitato tre convegni consecutivi la cui collocazione è stata percepita dagli operatori come contraria al buon senso e poco rispettosa del loro lavoro.

La riunione di sabato 12 settembre è stata disputata al mattino davanti a pochissimo pubblico e in concorrenza con la giornata dei Critérium a Vincennes, situata a pochi chilometri dall’altra parte di Parigi e seguita da tribune gremite. Sono poi arrivati gli appuntamenti di giovedì 17 e martedì 22 settembre, con alcuni dei maggiori campioni delle diverse categorie, tra i quali Losange Bleu e Sel Jem, impegnati in una serie di prove di Gruppo nell’indifferenza generale.

Nell’arco di tre riunioni in dieci giorni sono stati distribuiti 1,764 milioni di euro a cavalli di altissimo livello, in un ippodromo affacciato sulla Torre Eiffel e descritto come dotato di una collocazione unica al mondo. Nonostante queste condizioni, lo spettacolo non avrebbe conquistato pubblico, scommettitori e proprietari, i tre pilastri del sistema.

I partecipanti alla riunione del 21 settembre hanno quindi espresso la loro totale incomprensione di fronte a scelte che, a loro giudizio, non valorizzano né i protagonisti né il potenziale dell’ostacolismo francese.