La stagione di corse dell’ippodromo Caprilli si è conclusa con un bilancio positivo per la partnership tra il Comune di Livorno e Alfea, società che gestisce anche l’ippodromo pisano di San Rossore. A conclusione dell’attività, il sindaco Luca Salvetti, impegnatosi personalmente per la riapertura dell’impianto, ha ricevuto a Palazzo Comunale l’imprenditore Edoardo Bertocci, già direttore e presidente del Centro Ippico di Follonica e proprietario delle relative attrezzature.

L’Amministrazione livornese aveva investito risorse per consentire al Caprilli di riaprire in tempo per la stagione estiva. A ridosso dell’avvio delle corse, tuttavia, mancavano alcune dotazioni fondamentali e i tempi necessari per acquistarle attraverso le procedure pubbliche non erano compatibili con il calendario ippico.

L’azienda di Bertocci intervenne allora concedendo gratuitamente in comodato una serie di attrezzature indispensabili. Tra queste figuravano l’infrastruttura tecnologica per la regia televisiva e la trasmissione delle corse, gli arredi tecnici, le dotazioni della sala pesi e le bilance di precisione utilizzate dai fantini.

Il contributo permise alla stagione livornese di svolgersi nel migliore dei modi, accompagnata da una grande partecipazione di pubblico. Per questa ragione Salvetti ha voluto esprimere a Bertocci la gratitudine della città per l’aiuto fornito alla ripartenza del Caprilli.

Ai ringraziamenti si è unito Michele Bianchi, consigliere delegato all’ippodromo, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per tutelare un impianto profondamente legato alla storia sportiva e sociale di Livorno.

Il legame di Bertocci con l’ippica maremmana ha radici familiari: è nipote di colui che circa un secolo fa realizzò il vecchio ippodromo di Follonica, un impianto raccolto e apprezzato, caratterizzato da una pista di 800 metri.

L’esperienza del Caprilli mostra inoltre come la collaborazione fra ippodromi vicini, anche se amministrati da società differenti, possa diventare in futuro un valore aggiunto per il settore. Accanto agli esempi concreti di partnership tra pubblico e privato, come quello citato a Napoli, anche forme di cooperazione tra soggetti privati potrebbero rivelarsi interessanti e produttive.