Forever Young ha rispettato le attese nel Jockey Club Gold Cup di Gruppo 1 disputato venerdì, imponendosi di 3 lunghezze e un quarto sul sorprendente Stars and Stripes davanti a circa 6.000 spettatori, nella giornata inaugurale del nuovo Belmont Park.

Nonostante l'apparente facilità del successo, la prestazione non ha soddisfatto completamente il suo entourage. «Ovviamente abbiamo vinto e di questo sono soddisfatto al cento per cento», ha dichiarato l'allenatore Yoshito Yahagi. «Ma, per quanto riguarda la prestazione di Forever Young, non sono contento: direi soddisfatto al cinquanta per cento».

Il giudizio severo potrebbe dipendere dagli standard molto elevati fissati dallo stesso Forever Young, dal rientro dopo sei mesi di assenza oppure dal fatto che, con Ryusei Sakai in sella, non abbia cambiato diagonale in retta d'arrivo.

La vittoria ha comunque centrato l'obiettivo principale: rilanciare Forever Young verso la Breeders’ Cup Classic del 31 ottobre a Keeneland. Il successo nel Gold Cup gli ha inoltre garantito un posto con spese d'iscrizione coperte nella corsa che aveva già conquistato l'anno scorso.

«Veniva da una pausa di sei mesi, quindi sotto questo aspetto sono soddisfatto di come ha corso», ha spiegato Sakai. «Adesso, però, dobbiamo valutare quanto possa migliorare in vista del prossimo appuntamento».

Per la Classic sarà necessario un progresso, perché il livello degli avversari sarà molto diverso. Il Jockey Club Gold Cup aveva raccolto sette partenti, poi ridotti a quattro dopo i ritiri in settimana di Banishing e Chunk of Gold e l'esclusione, decisa dai veterinari il giorno della corsa, dell'outsider Render Judgment. Il suo allenatore Kenny McPeek ha spiegato che il cavallo aveva sofferto nel corso della carriera di fenditure ai quarti dello zoccolo, ma a suo giudizio era in condizioni sufficienti per correre.

La corsa si è sviluppata secondo le previsioni. Phileas Fogg, montato da Kendrick Carmouche, ha preso il comando mantenendosi tre corsie lontano dallo steccato. Sakai ha sistemato Forever Young ancora più all'esterno, senza tuttavia lasciare al battistrada più di una lunghezza e mezza. Phileas Fogg ha completato i primi sei furlong in 1’11”96.

Tra il palo dei tre ottavi e quello dei cinque sedicesimi Sakai ha iniziato a sollecitare Forever Young, portandolo prima ad affiancare e poi a superare Phileas Fogg. In retta il fantino lo ha sostenuto energicamente con le mani, mentre il cavallo ha continuato a galoppare sulla diagonale sinistra.

«È successo per via dei sei mesi di pausa, perché normalmente cambia diagonale», ha osservato Yahagi, aggiungendo con una risata: «Forse è colpa del fantino».

Forever Young, giapponese di cinque anni figlio di Real Steel, ha coperto il miglio e un quarto in 2’01”23. Al totalizzatore ha pagato 2,96 dollari per la vittoria. Il suo bilancio sale così a 12 successi in 16 partenze, con guadagni complessivi pari a 32.313.590 dollari.

Yahagi, pur avendo elogiato le piste di Belmont, ha rilevato che venerdì il terreno gli è sembrato «un po' pesante». Forever Young resterà a Belmont fino al 20 ottobre, quando partirà per Keeneland in vista della Breeders’ Cup.

Bill Mott, che avrebbe voluto schierare Sovereignty nel Jockey Club Gold Cup, si è dovuto accontentare del secondo e del terzo posto con Stars and Stripes e Baeza. Montato da John Velazquez, Stars and Stripes ha prodotto una buona progressione e ha preceduto di 4 lunghezze e tre quarti Baeza, ancora una volta autore di una partenza poco brillante.

Secondo Mott, tuttavia, l'uscita dalle gabbie potrebbe non aver inciso sul risultato di Baeza, perché il fantino Junior Alvarado gli ha riferito che «il cavallo non lo ha mai portato avanti». L'allenatore si è invece detto soddisfatto di Stars and Stripes, reduce dal successo nel Birdstone Stakes sulla distanza di un miglio e tre quarti.

«È avanzato e ha prodotto una bella progressione, correndo fino in fondo», ha commentato Mott. «Johnny ha detto che, ogni volta che glielo chiedeva, il cavallo dava qualcosa in più. Ha fatto tutto ciò che poteva».

Pur impressionato da Forever Young, Mott si è domandato che cosa avrebbe potuto fare Sovereignty e spera di prepararlo per la Breeders’ Cup Classic. Il cavallo ha da poco ripreso un lavoro leggero dopo aver perso circa dodici giorni a causa di un ascesso al piede.

«Forse avrebbe potuto impegnarlo, ed è probabilmente uno dei pochi in grado di farlo», ha detto Mott. «Spero che con Sovereignty proceda tutto senza intoppi e che possiamo allenarlo come desideriamo: in quel caso avremo l'opportunità di affrontare il grande favorito».