Per Masquerade Ball la sfida di sabato ad Ascot vale più di una semplice rivincita. Il figlio di Duramente ritroverà Calandagan, che nella Japan Cup dello scorso novembre lo precedette di appena una testa, ma proverà anche a cancellare un rimpianto giapponese lungo vent’anni: il terzo posto di Heart’s Cry nelle King George VI & Queen Elizabeth Stakes del 2006, alle spalle di Hurricane Run ed Electrocutionist.

Le due storie si incroceranno sui 2.400 metri delle King George G1. Calandagan, allenato in Francia da Francis-Henri Graffard, cercherà di difendere il titolo conquistato dodici mesi fa, mentre la spedizione di Masquerade Ball è stata pianificata da tempo con un obiettivo preciso.

Teruya Yoshida ha spiegato a TDN di essere stato il principale promotore del tentativo. Alla base della decisione c’è proprio il ricordo di Heart’s Cry, arrivato ad Ascot dopo aver dominato il Dubai Sheema Classic. Secondo il numero uno di Shadai Farm, il cavallo risentì di una trasferta affrontata senza un compagno: rimase isolato e perse molto peso. Yoshida ha sempre sentito su di sé la responsabilità di quella sconfitta.

Quell’esperienza ha influenzato l’organizzazione della missione attuale. Masquerade Ball è giunto in Inghilterra insieme a Wurttemberg, figlio di Kitasan Black, scelto come compagno di lavoro ma dotato anche di credenziali importanti: nel Tenno Sho è stato battuto soltanto di un muso da Croix Du Nord.

I due cavalli si trovano già a Newmarket, dove stanno completando la preparazione in vista di Ascot. Christophe Lemaire monterà Masquerade Ball, mentre Wurttemberg sarà affidato a Oisin Murphy. Yoshida ha comunque chiarito senza esitazioni le gerarchie della squadra: «Masquerade Ball è il numero uno».

La sua candidatura è sostenuta da prestazioni di livello internazionale. Dopo la sconfitta di misura contro Calandagan nella Japan Cup, Masquerade Ball ha concluso al secondo posto dietro Romantic Warrior nella FWD QEII Cup di Sha Tin. Ora affronta per la seconda volta il rivale che gli ha negato uno dei traguardi più prestigiosi della carriera.

Il terreno potrebbe rivelarsi decisivo. Il team giapponese sottolinea come i propri cavalli abbiano ottenuto grandi risultati a Dubai, Hong Kong e in Arabia Saudita, incontrando invece maggiori difficoltà in Europa. Yoshida spera che il caldo delle ultime settimane favorisca una pista veloce ad Ascot, ritenuta probabilmente la condizione ideale per Masquerade Ball.

Un fondo asciutto potrebbe però aiutare anche Calandagan. La prestazione negativa del francese nella Coronation Cup di Epsom era infatti arrivata su terreno pesante, creando un ulteriore punto di contatto tra le esigenze dei due principali avversari.

Ascot sarà l’unico impegno europeo dell’anno per Masquerade Ball. Dopo le King George rientrerà in Giappone e non verrà indirizzato verso il Prix de l’Arc de Triomphe. L’intera campagna è stata quindi costruita attorno alla corsa di sabato.

Per Yoshida un successo avrebbe un valore ancora più profondo: arriverebbe vent’anni dopo la sconfitta di Heart’s Cry e nell’anno del suo cinquantesimo anniversario da proprietario. Il suo percorso, sviluppatosi nel solco tracciato da Northern Taste e Sunday Silence, è diventato parte dell’ascesa del Giappone fra le maggiori potenze mondiali del purosangue.

Pur consapevole delle difficoltà di vincere ad Ascot, Yoshida non nasconde la speranza di chiudere il conto con il passato: «Il mio grande rimpianto con Heart’s Cry fu averlo mandato alle King George da solo. Forse aveva bisogno di compagnia e da allora abbiamo imparato la lezione. Così, vent’anni dopo, forse questa sarà la rivincita per Heart’s Cry».

Prima di tutto resta però da consumare la rivincita più recente. Separati da una testa nella Japan Cup, Calandagan e Masquerade Ball si ritrovano ad Ascot. Il francese gareggerà nel contesto europeo e difenderà la corona, mentre il Giappone si presenta con una spedizione preparata nei minimi dettagli.