Rebecca Curtis è orientata verso la Savills Chase di Leopardstown per Haiti Couleurs, con l’obiettivo di mantenere fresco il suo portacolori di punta dopo il primo successo di Gruppo 1 ottenuto a Down Royal.

Il nove anni ha aggiunto al proprio palmarès il Champion Chase di sabato, dopo essersi già imposto nell’Irish Grand National e nel Welsh Grand National. Una vittoria che, secondo la preparatrice, conferma come le precedenti delusioni ai massimi livelli non rispecchiassero il reale valore del cavallo.

Curtis considera l’appuntamento irlandese del periodo natalizio la destinazione ideale. «Sembra la corsa perfetta per lui. Quest’anno saremo molto attenti nella programmazione, affinché arrivi fresco a ogni impegno», ha spiegato.

La preparatrice ritiene che Haiti Couleurs avesse delle giustificazioni nelle due precedenti sconfitte in prove di Gruppo 1. Dopo la deludente prestazione nella Betfair Chase era infatti emerso un problema alla schiena, mentre il successivo programma di corse avrebbe finito per pesare sulla sua condizione in vista di Cheltenham.

«Molti lo avevano bocciato perché in passato aveva corso nei Gruppi 1 senza dimostrarsi all’altezza, ma credo sinceramente che avesse delle scusanti», ha detto Curtis. «Per quanto riguarda la Gold Cup, penso di avere sbagliato: gli ho fatto disputare una corsa di troppo».

Prima di Cheltenham, Haiti Couleurs aveva vinto il Welsh National con 11 stone e 13 libbre, per poi aggiudicarsi la Denman Chase a Newbury. Nonostante quel netto successo, Curtis ritiene che sarebbe stato preferibile saltare la corsa.

«A casa sembrava fresco, ma probabilmente avrei dovuto evitare la Denman Chase. So che vinse, e lo fece bene, però fu comunque un’altra gara sulle gambe, disputata su terreno pesante».

Secondo Curtis, Haiti Couleurs non si presentò alla Gold Cup nelle condizioni ideali: «Non era abbastanza fresco quando arrivò a Cheltenham e, ai miei occhi, non aveva l’aspetto giusto. Sean Bowen disse che non lo sentiva come al solito. Adesso la parola chiave è freschezza».

A Down Royal, montato da Paul Townend, Haiti Couleurs ha battuto Fleur In The Park di quattro lunghezze e tre quarti, conservando l’imbattibilità nelle corse disputate in Irlanda secondo le regole. Il risultato è arrivato nonostante condizioni che, a giudizio di Curtis, non hanno consentito al cavallo di valorizzare pienamente la propria tenuta.

«È stato fantastico. È sempre stato un cavallo molto bravo e regolare, e credo che meritasse di vincere un Gruppo 1», ha dichiarato la preparatrice.

Curtis ha riconosciuto che i ritiri di Heart Wood e Affordale Fury avevano reso il compito meno impegnativo, ma ha comunque sottolineato il valore della prestazione su un terreno poco favorevole alle caratteristiche del vincitore.

«So che ci sono stati un paio di non partenti, ma ha comunque battuto alcuni validi punti di riferimento. Se la cava sul terreno buono, però con quelle condizioni la corsa non ha richiesto particolare resistenza: per questo ha fatto bene a vincere».

Le due trasferte vittoriose in Irlanda acquistano ulteriore rilievo considerando quanto Haiti Couleurs soffra i viaggi. Curtis ha raccontato che il cavallo suda per tutto il tragitto, si agita la notte precedente e non mangia: «In teoria viaggiare non dovrebbe favorirlo, ma finora non gli ha causato danni».

La gioia mostrata da Townend ha colpito Curtis. Fantino e preparatrice avevano già condiviso un successo al Festival di Cheltenham nel 2015 con Irish Cavalier.

«Nonostante tutti i grandi Gruppi 1 e le Gold Cup che ha vinto, dopo la corsa sembrava davvero felicissimo. È stato bello vedere quanto questo risultato significasse per lui», ha osservato Curtis.

Townend, ha aggiunto la preparatrice, in precedenza considerava Haiti Couleurs un cavallo grande, pesante e lento, avendolo osservato e affrontato in corsa. Montandolo, invece, è rimasto sorpreso dalla sua leggerezza e dal modo agile con cui si è diretto alla partenza. «Dà sempre tutto», ha concluso Curtis.