Belmont Park ha inaugurato la propria nuova era nel segno di Forever Young. Dopo oltre 1.100 giorni senza corse e una ricostruzione costata complessivamente 555 milioni di dollari, lo storico ippodromo di Elmont ha riaperto affidando il ruolo di protagonista al campione giapponese, netto vincitore della Jockey Club Gold Cup G1.

Il successo del figlio di Real Steel ha avuto valore in sé, ma ha rappresentato soprattutto una tappa verso il principale obiettivo della sua stagione: la Breeders’ Cup Classic, in programma sabato 31 ottobre a Keeneland, dove potrebbe finalmente affrontare Sovereignty.

Ridotta a quattro partenti dopo i ritiri di Chunk of Gold, Banishing e Render Judgment, la Jockey Club Gold Cup si è sviluppata secondo un copione prevedibile. Phileas Fogg ha preso il comando, mentre Ryusei Sakai ha sistemato Forever Young alle sue spalle, evitando di sollecitarlo troppo al rientro dopo quasi sei mesi di assenza.

Sulla grande curva conclusiva Forever Young ha raggiunto con facilità il battistrada, è passato davanti all’ingresso in retta e ha progressivamente allungato. Nell’ultimo furlong Sakai lo ha accompagnato soprattutto con le braccia, senza chiedergli uno sforzo eccessivo.

Forever Young ha chiuso con tre lunghezze e un quarto su Stars and Stripes, figlio di Not This Time e portacolori della Frassetto Stable LLC, acquistato yearling a Keeneland per 100.000 dollari dall’agente italiano Marco Bozzi. Baeza, ancora una volta lento in partenza, si è classificato terzo davanti a Phileas Fogg. Il tempo sui 2.000 metri è stato di 2’01”23.

Con questa affermazione il campione giapponese ha portato il proprio bilancio a dodici vittorie in sedici corse, superando i 32,3 milioni di dollari guadagnati in carriera. Ha vinto in Giappone, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Stati Uniti, mostrando una notevole capacità di sostenere viaggi e programmi impegnativi.

Forever Young tornava in pista dopo il secondo posto dietro Magnitude nella Dubai World Cup del 28 marzo. Aveva ripreso la preparazione estiva a Hakodate, località scelta per evitare le temperature più alte del resto del Giappone, prima di completare il lavoro a Ritto e volare a New York.

Il martedì precedente alla corsa aveva percorso cinque furlong sulla nuova pista di Belmont in circa 1’02”, coprendo gli ultimi tre in poco più di 34 secondi. Una prova che aveva impressionato Yoshito Yahagi. L’allenatore aveva ribadito quanto ritenesse straordinario il cavallo e quanto desiderasse vincere proprio nel giorno della riapertura di Belmont.

Dopo la gara, tuttavia, Yahagi ha dichiarato di essere soddisfatto soltanto al 50%. Secondo il tecnico, Forever Young era all’80% della condizione fisica, ma la prestazione non gli era bastata. Il giudizio indica che il cavallo non doveva ancora essere al massimo: il piano era vincere al rientro e conservare un ampio margine di crescita per la Breeders’ Cup.

Il confronto con Sovereignty, inizialmente previsto proprio nella Jockey Club Gold Cup, è stato rinviato a causa di un ascesso al piede posteriore sinistro. Il problema ha costretto il campione allenato da Bill Mott a fermarsi per circa dodici giorni e a saltare due lavori programmati.

Il vincitore di Kentucky Derby, Belmont Stakes e Travers Stakes 2025 era tornato al successo l’8 agosto nelle Whitney Stakes, rilanciandosi dopo un avvio di stagione meno brillante. Mercoledì ha ripreso il lavoro leggero e, se il recupero procederà senza inconvenienti, Mott proverà a portarlo direttamente alla Breeders’ Cup Classic, senza altre corse di preparazione.

Forever Young arriverà invece a Keeneland con una prova completa nelle gambe e sei settimane a disposizione per perfezionare la condizione. Sarebbe il primo confronto diretto tra i due: Sovereignty aveva rinunciato per una febbre alla Breeders’ Cup Classic 2025, poi vinta da Forever Young a Del Mar.

Mott ha espresso ammirazione per il rivale, osservando che non tutti i cavalli riescono ad attraversare ripetutamente il mondo mantenendo un rendimento tanto elevato. Proprio la resistenza mentale e fisica appare tra le qualità più significative del campione giapponese.

La riapertura di Belmont Park ha regalato anche una soddisfazione italiana. Antonio Fresu ha vinto la prima prova disputata nel nuovo impianto in sella a Lisa Joy, figlia di Too Darn Hot allenata da Shug McGaughey. La cavalla, proposta a oltre 12/1, ha trovato spazio tra le rivali nel finale ed è diventata la prima vincitrice della nuova epoca dell’ippodromo.

Fresu ha definito incredibile la sensazione di partecipare a un momento così storico e ha espresso un giudizio molto positivo sia sul tracciato in erba sia sulla nuova tribuna. Il fantino sardo ha poi conquistato anche un secondo posto con Blazing Beauty, figlia di Jackie’s Warrior, nella terza corsa.

Nessun piazzamento di rilievo, invece, per Antioco Murgia, finito nelle retrovie con One Bad Habit nella prova inaugurale.

Belmont Park riparte con quattro nuove superfici, una tribuna moderna capace di accogliere 10.000 spettatori e la prospettiva di ospitare nel 2027 sia le Belmont Stakes sia la Breeders’ Cup.

Il primo grande capitolo del rinnovato ippodromo appartiene però a Forever Young. Il successivo potrebbe essere scritto a Keeneland contro Sovereignty. Yahagi ha inoltre lasciato aperta la possibilità di tentare, nel febbraio 2027, una storica terza Saudi Cup consecutiva prima del ritiro.