C’è una grande differenza tra un cavallo molto veloce e un vero cavallo da corsa. Le qualità naturali non si traducono automaticamente in risultati: lavoro e competizione sono due aspetti distinti, e riuscire nel primo non garantisce il successo nel secondo. Stacy Chiodo lo ha sperimentato con Mardi Gras Man, soggetto allevato in casa del quale aveva intuito subito la velocità.

Chiodo aveva già seguito in corsa la madre Sweeter Lulu, protagonista di una notevole stagione a due anni contro avversarie come Warrawee Ubeaut nel circuito delle Pennsylvania Sire Stakes. Nel corso di una carriera lunga e redditizia, Sweeter Lulu dovette affrontare problemi fisici, ma si distinse per altre doti. «Aveva un cuore e una determinazione straordinari», ha ricordato l’allenatrice.

Figlio di Stay Hungry, Mardi Gras Man venne castrato nelle prime fasi dell’addestramento per aiutarlo a restare più composto. Secondo Chiodo, il suo patrimonio genetico gli offriva la possibilità di diventare un cavallo da corse di selezione, a condizione che tutti gli elementi andassero al loro posto.

Il debutto arrivò nel luglio 2025, quando commise un errore in una prova di qualifica a Harrah’s Philadelphia. Una settimana più tardi completò invece il percorso senza sbagliare, guadagnandosi l’esordio agonistico del 10 agosto. In quell’occasione recuperò da molto lontano e chiuse gli ultimi 400 metri in 27”2/5, con una solida seconda metà di gara.

Quella prestazione convinse Chiodo a tentare la Kindergarten Series, una delle poche prove importanti alle quali Mardi Gras Man poteva partecipare. Pur battuto, si comportò bene e terminò a dieci lunghezze dal vincitore, completando l’ultimo quarto in 26”3/5.

Tornato a Harrah’s Philadelphia, però, sbagliò nelle due partenze successive. «Aveva talento, ma mentalmente non riusciva a gestire la situazione», ha spiegato Chiodo, che decise quindi di fermarlo nella speranza che tempo ed esperienza facessero emergere pienamente le sue qualità.

Anche l’avvio della stagione successiva fu complicato: Mardi Gras Man commise errori in due delle prime tre uscite. Nel mezzo arrivò un quarto posto alle spalle di Bookie J al Meadowlands, ma i problemi sembravano immutati. «Sbagliava sempre nello stesso punto della pista. Ho deciso di concedergli altro tempo e poi riportarlo al lavoro», ha raccontato l’allenatrice.

Il 14 luglio, in qualifica a Harrah’s Philadelphia, il castrone tornò senza che fossero state apportate modifiche all’equipaggiamento. Questa volta, però, rimase regolare e concluse con forza. Cinque giorni più tardi, il 19 luglio, offrì una prestazione di grande impatto e conquistò la prima vittoria all’ottava partenza della carriera.

Il giovane interprete Trae Porter lo mantenne lontano dalle prime posizioni, prima di lanciarlo in una seconda metà di gara molto veloce. Mardi Gras Man riuscì a rimontare in tempo, imponendosi con il riferimento di 1’55”.

Una sola vittoria non bastava a cancellare le difficoltà precedenti, ma nelle quattro settimane successive, con Porter al suo fianco, Mardi Gras Man ha iniziato a trasformarsi da semplice cavallo veloce in un possibile atleta di qualità. Il 26 luglio ha superato la categoria riservata ai non vincitori di una corsa, ancora una volta con una poderosa rimonta, chiudendo in 1’53”. Il 2 agosto è poi salito di livello e ha dominato in 1’50”3/5.

Per completare la propria maturazione doveva tuttavia dimostrare anche versatilità. Nella prova per non vincitori di tre corse disputata domenica 9 agosto a Harrah’s Philadelphia, Porter lo ha messo alla prova con una tattica diversa. Mardi Gras Man è partito in 27”1/5 e ha completato la seconda metà in 54”3/5, stabilendo il nuovo primato personale di 1’50”2/5.

Chiodo ha attribuito un ruolo decisivo al venticinquenne Porter: «Devo dire che è stato Trae a fare la differenza con questo cavallo. Non gli ho messo pressione; gli ho detto di interpretarlo nel modo in cui si sentiva più a suo agio».

Il rapporto con la famiglia Porter ha radici lontane. Chiodo lavorò infatti con il nonno di Trae, Jim Porter, ai tempi della collaborazione con Eugene Landy. «Jim aveva mani eccezionali, e anche Trae le ha», ha sottolineato.

Mardi Gras Man non disputerà corse di selezione quest’anno. Chiodo punta invece a una crescita graduale e duratura, mantenendolo a Harrah’s Philadelphia per il resto della stagione. «Penso che qui possa continuare a salire di categoria. Poi valuteremo i passi successivi quando avrà quattro anni», ha concluso.

Nel frattempo, l’Hambletonian di sabato 8 agosto ha regalato un finale spettacolare: Apex ha preceduto Big Ranger di un’incollatura minima nella prova da un milione di dollari. La corsa si è trasformata in un confronto diretto dopo gli errori iniziali di It Could Be Worse e Magic Punk. L’errore di quest’ultimo ha compromesso anche le possibilità di American Power, costringendo James MacDonald a rallentare e ad allargare ulteriormente verso la prima curva.

Sono serviti circa cinque minuti per stabilire che Apex avesse effettivamente vinto, consegnando a Marcus Melander e Dexter Dunn il loro primo successo nell’Hambletonian. Dopo le delusioni degli anni precedenti, l’attesa deve essere sembrata interminabile a entrambi.

L’edizione 2026 è stata segnata dalla prestazione di due cavalli arrivati sul traguardo nel tempo record per la corsa di 1’49”2/5. Melander e Dunn hanno così raggiunto il successo dopo anni trascorsi a presentare concorrenti di primo piano. Anche Big Ranger ha offerto una prova brillante, sia nella batteria sia nella finale, per l’allenatrice Anette Lorentzon e l’interprete Tim Tetrick.

Il finale lascia infine la speranza che possa nascere una rivalità capace di offrire altre corse combattute e spettacolari, con cavalli e professionisti di alto livello.