Dal 2027 il Prix de l’Arc de Triomphe sarà aperto anche ai castroni. Il Comitato Europeo delle Pattern ha approvato la proposta avanzata da France Galop, introducendo così un cambiamento significativo per la più importante corsa europea sulla media distanza.

In programma la prima domenica di ottobre a ParisLongchamp, l’Arc richiama alcuni dei migliori cavalli del mondo. L’esclusione dei castroni, tuttavia, era da diversi anni al centro del dibattito.

Tra gli esempi recenti di castroni di altissimo livello che, senza la restrizione, avrebbero potuto prendere parte alla corsa figurano Goliath e Calandagan, entrambi allenati da Francis-Henri Graffard. Calandagan ha chiuso lo scorso anno come il cavallo con la valutazione più alta al mondo dopo avere vinto il Grand Prix de Saint-Cloud, le King George e le Champion Stakes ad Ascot, oltre a essere diventato il primo concorrente straniero in vent’anni a imporsi nella Japan Cup.

«La decisione del Comitato Europeo delle Pattern rappresenta una tappa importante nel processo di consultazione e decisione avviato da France Galop», ha dichiarato il presidente dell’ente francese, Guillaume de Saint-Seine, dopo la riunione di Berlino.

«Il sostegno dell’EPC conferma la validità del nostro approccio. L’apertura del Qatar Prix de l’Arc de Triomphe ai castroni nasce da un obiettivo semplice: fare in modo che la più grande corsa francese riunisca i migliori cavalli, vale a dire maschi interi, femmine e, dal 2027, castroni. Siamo convinti che questa modifica renderà la competizione ancora più avvincente in pista e ne rafforzerà ulteriormente il profilo internazionale e l’attrattiva mediatica».

La fiducia espressa dai dirigenti di France Galop non è però condivisa da alcune figure di primo piano del galoppo. Aidan O’Brien, André Fabre e John Magnier si erano infatti dichiarati contrari quando la proposta era emersa per la prima volta.

Dopo la vittoria di Benvenuto Cellini nell’Irish Derby al Curragh, Magnier aveva affermato: «Spero che non permettano ai castroni di correre nell’Arc. Credo che la maggior parte dei puristi sarebbe contraria. Ogni medaglia ha due facce, ma io parlo dal punto di vista dell’allevamento e della razza nel suo complesso. L’Arc è una delle vere grandi corse e non lo sarà più se verranno ammessi i castroni».

Magnier aveva inoltre ricordato una frase di suo suocero Vincent O’Brien: «Diceva sempre che, se avesse allenato una scuderia di castroni, gli allibratori si sarebbero trovati in guai ancora peggiori».

Anche André Fabre, primatista dell’Arc con otto successi, aveva manifestato una netta opposizione dopo il voto con cui, a giugno, il consiglio di France Galop aveva stabilito di eliminare la restrizione a partire dal 2027.

«Sono fermamente contrario e non riesco a vedere alcun vantaggio», aveva dichiarato Fabre. «È vero che gli ultimi vincitori non hanno poi avuto successo come stalloni, a parte Sea The Stars nel 2009, ma abbiamo bisogno di più stalloni, non di meno».

Secondo Fabre, l’apertura non sarebbe giustificata neppure dalla necessità di aumentare i partenti: «L’Arc presenta sempre un campo numeroso, quindi non è questa la ragione. Inoltre, un castrone è molto più facile da allenare rispetto a un maschio intero: è un vantaggio. Sono un grande sostenitore della tradizione e non mi piace infrangerla senza una ragione seria. Sarebbe un peccato farlo soltanto perché uno o due cavalli rendono meglio da castroni».