David Easterby, co-allenatore di Sondad, resta convinto che il futuro del cinque anni sia sui 1.200 metri e ha indicato nell’Ayr Gold Cup del prossimo mese il possibile obiettivo dopo il settimo posto nella Stewards’ Cup.

Intervenuto nel programma Luck On Sunday, condotto da Nick Luck, Easterby ha citato anche un’alternativa: l’Irish Stallion Farms EBF Sovereign Path Premier Handicap di Leopardstown, in programma durante l’Irish Champions Weekend. La prova si disputa però sui 1.400 metri, distanza sulla quale il tecnico non è ancora pienamente convinto di voler riportare il cavallo.

«Abbiamo discusso all’infinito se sia un cavallo da sette furlong o da un miglio, ma Joanna Mason e Billy Garrity mi hanno entrambi suggerito di riprovare sui sette», ha spiegato Easterby. «Quando ci abbiamo provato in precedenza, qualcosa è andato storto senza che fosse colpa sua. Ma se una cosa funziona, perché cambiarla? Se sei abbastanza forte sui sei furlong da vincere una Scurry Stakes o un grande handicap a Epsom, perché passare ai sette?»

Nella Stewards’ Cup di sabato Sondad correva con una penalità per la precedente vittoria a Epsom ed è stato battuto di meno di tre lunghezze. Easterby ha giudicato coraggiosa la sua prestazione, aggiungendo che l’handicapper aveva svolto un buon lavoro con i primi sei classificati e che, semplicemente, non era la giornata del suo allievo.

Secondo il co-allenatore, Sondad ha avuto una piccola esitazione affrontando la discesa. Inoltre, pur essendo uno sprinter, possiede una falcata lunga e il suo entourage ritiene che il tracciato non gli fosse particolarmente congeniale.

La scelta è dunque tra l’Ayr Gold Cup e il ritorno in Irlanda per la corsa di Leopardstown. Easterby ha ricordato che, quando lui e suo padre acquistarono Sondad, chiesero consiglio a Tim Easterby, che aveva allenato gran parte della famiglia del cavallo: l’indicazione ricevuta era che quei soggetti apprezzassero terreno morbido.

«Ogni volta che ha trovato terreno con un po’ di morbido ha vinto», ha concluso Easterby, sottolineando che per la Stewards’ Cup il team avrebbe gradito l’arrivo di un po’ di pioggia.