Lake Forest potrebbe rientrare in tempi relativamente brevi nella Betfair Sprint Cup, Gruppo 1 sui 1.200 metri in programma a Haydock sabato della prossima settimana, a condizione che il terreno nel Merseyside sia adatto.

Il castrone allenato da William Haggas ha chiuso secondo nelle City of York Stakes, battuto soltanto da Notable Speech sul tracciato di Knavesmire. I 1.400 metri sono probabilmente la sua distanza ideale, ma il vincitore delle Lennox Stakes ha già dimostrato di poter competere anche con i migliori velocisti.

La scelta dipenderà soprattutto dalle condizioni della pista, che in questo periodo dell’anno potrebbero progressivamente peggiorare e penalizzare l’ex vincitore della Golden Eagle. Sean Graham, racing manager di Tony Bloom, proprietario del cavallo insieme a Ian McAleavy, ha sottolineato la qualità della prestazione di York, ricordando che Lake Forest è stato preceduto da un vincitore delle 2000 Guineas e della Breeders’ Cup.

Secondo Graham, Lake Forest può correre su terreno da buono a morbido e potrebbe cavarsela anche sul morbido, mentre sul pesante rischierebbe di non riuscire a esprimersi allo stesso livello. Haydock rappresenta quindi una possibilità, ma la decisione sarà fortemente condizionata dal fondo.

Nel programma restano anche il Prix de la Foret nel fine settimana dell’Arc e, successivamente, una possibile partecipazione alla Breeders’ Cup Mile. Quest’ultima opzione potrebbe offrire una nuova sfida con Notable Speech a Keeneland in autunno.

L’ultima corsa di Lake Forest sui 1.200 metri risale al Royal Ascot, dove ha terminato quinto a stretto contatto nella Queen Elizabeth II Jubilee Stakes, vinta dal compagno di allenamento Almeraq.

Graham ha spiegato che ad Ascot il piano era attendere nelle retrovie, confidando in un’andatura molto sostenuta davanti, per poi sfruttare la forte progressione finale del cavallo. Il ritmo, però, non fu così elevato e Lake Forest finì probabilmente per trovarsi più indietro del necessario, una valutazione che risulta comunque più semplice a corsa conclusa.

Lake Forest ha già guadagnato oltre 3,5 milioni di sterline in premi ed è ormai una presenza abituale nelle grandi corse internazionali. Graham ha aggiunto che, dopo la castrazione, il cavallo è diventato molto più gestibile e si è affermato come un autentico soggetto da Gruppo 1.

La squadra ritiene di poterlo portare ovunque e confida che, trovando le condizioni ideali, possa prima o poi imporsi in una delle prove più importanti. Il percorso americano su due curve potrebbe adattarsi alle sue caratteristiche e il limite di circa 12 partenti della Breeders’ Cup sarebbe preferibile rispetto ai campi di oltre 20 concorrenti che si possono trovare ad Ascot.

Resta tuttavia una preoccupazione legata alla rapidità con cui i cavalli americani escono dalle gabbie: Haggas teme che Lake Forest possa perdere troppo terreno nelle prime battute. Ogni decisione sarà comunque presa una corsa alla volta.