La conferenza stampa organizzata mercoledì da France Galop ha permesso di approfondire le candidature di Admire Terra e Meisho Tabaru, i due cavalli giapponesi al via del Qatar Prix de l’Arc de Triomphe. Per Yasuo Tomomichi si tratta del terzo tentativo dopo quelli con Makahiki e Do Deuce, mentre Mamoru Ishibashi affronta per la prima volta la grande corsa parigina, potendo contare sull’esperienza di Yutaka Take.

Autentica stella in Giappone, dove esercita da quarant’anni, Take ha 57 anni ed è il fantino nipponico con il maggior numero di presenze nell’Arc. Quella del 2026 sarà la sua dodicesima partecipazione. In sella a Meisho Tabaru rappresenterà i colori appartenuti al compianto Yoshio Matsumoto, uno dei suoi sostenitori più fedeli nelle ultime stagioni.

Matsumoto, scomparso nell’agosto 2025 dopo avere visto la propria giubba superare le 2.000 vittorie, aveva potuto festeggiare il primo successo di Meisho Tabaru nel Takarazuka Kinen. Nel 2026 l’allievo di Ishibashi ha centrato un rarissimo bis nel Gruppo 1 sui 2.200 metri, ancora con gli stessi colori, ora rilevati da Yoshitaka Matsumoto, primogenito del celebre proprietario.

Ishibashi non ha nascosto la pressione e l’emozione: «Il Qatar Prix de l’Arc de Triomphe è una delle corse più importanti al mondo. Sinceramente, non avrei mai immaginato di trovarmi un giorno in questa situazione. È una prova prestigiosa e, sul piano personale, è entusiasmante potervi partecipare».

Il preparatore ha inoltre sottolineato il valore umano dell’avventura: «Conosco Yutaka da moltissimo tempo e lavoro da anni con lui e con gli altri componenti della squadra. Poter partecipare al Qatar Prix de l’Arc de Triomphe insieme a questo gruppo mi emoziona profondamente».

Duplice vincitore di Gruppo 1 e affermato sulle distanze intermedie, Meisho Tabaru affronta a cinque anni la sfida più impegnativa della carriera. Dopo un galoppo non del tutto convincente del 22 settembre a Longchamp, aperto eccezionalmente per una prova speciale, mercoledì è entrato in modalità corsa sulla dirittura dei Réservoirs a Chantilly. A montarlo questa volta è stato Take, arrivato dal Giappone il giorno precedente.

Il fantino ha rilevato progressi, pur trovando il cavallo non ancora completamente rifinito: «Come ha spiegato il signor Ishibashi, l’ho sentito ancora un po’ pesante, ma si è mostrato più potente di quanto pensassi e mi ha lasciato una buona impressione».

Take ha aggiunto che il confronto con l’allenatore dopo avere osservato le immagini del lavoro precedente è stato utile: «Montarlo oggi in allenamento era importante. L’ho trovato molto più brillante ed era già in modalità competizione».

L’Arc conserva un significato particolare per il fuoriclasse giapponese: «Sarà la mia dodicesima partecipazione. È una corsa davvero speciale. Finora non ho ottenuto i risultati che speravo, ma ho sempre desiderato tornare. Sono molto felice di avere un’altra opportunità».

Nel quarantesimo anno di attività, Take considera la prova di Longchamp anche una spinta a proseguire: «Da quarant’anni faccio ciò che amo. Per me non cambia nulla: il Qatar Prix de l’Arc de Triomphe è una delle mie motivazioni. Questa corsa mi fa venire voglia di continuare la carriera».

Il giorno precedente, sulla pista in erba del centro di allenamento di Chantilly, aveva lavorato anche Admire Terra. Il cavallo di Yasuo Tomomichi, dotato di tenuta ma ancora alla ricerca del primo successo al massimo livello, ha fornito nuove indicazioni positive al suo entourage, giunto in Francia soltanto poche ore prima.

La prova ha confermato le impressioni offerte a Longchamp durante il primo contatto con l’ippodromo. Secondo il suo fantino Cristian Demuro, Admire Terra è apparso in crescita di condizione nel penultimo galoppo in vista dell’Arc.