Un anno dopo aver affrontato Ka Ying Rising nell’Everest (Gr.1, 1200 metri), il team di War Machine ha scelto con soddisfazione un impegno meno proibitivo. Il castrone neozelandese da Harry Angel è tornato al successo con una prova tenace nelle Harry White Stakes (Gr.3, 1400 metri), corsa da 240.000 dollari australiani disputata sabato a Caulfield.
War Machine si era guadagnato un posto nell’edizione precedente dell’Everest grazie a sette vittorie nelle prime 14 uscite, tra cui lo Stradbroke Handicap (Gr.1, 1400 metri), le Gilgai Stakes (Gr.2, 1200 metri) e il BRC Sprint (Gr.3, 1350 metri). Nella grande corsa sui 1200 metri aveva poi chiuso decimo, a tre lunghezze e mezza da Ka Ying Rising.
Nei dodici mesi successivi aveva disputato altre sei corse senza vincere: dodicesimo nelle Russell Balding Stakes sui 1300 metri, terzo nelle Australia Stakes (Gr.2, 1200 metri), undicesimo nel Newmarket Handicap (Gr.1, 1200 metri), terzo in The Heath (Gr.3, 1100 metri) e quattordicesimo nelle Sir Rupert Clarke Stakes (Gr.1, 1200 metri).
Affidato a Mark Zahra, War Machine ha ritrovato sabato la sua forma migliore. Dopo una buona partenza, si è sistemato in posizione favorevole alle spalle di quattro rivali impegnati nella lotta per il comando. Zahra ha quindi sfruttato un varco a una corsia dallo steccato e il suo cavallo è balzato in testa all’ingresso in retta.
Negli ultimi 300 metri gli avversari hanno provato a raggiungerlo, con in evidenza Private Eye, figlio di Al Maher e vincitore di 13 milioni di dollari australiani. War Machine ha però difeso con grande determinazione il vantaggio, imponendosi di una testa.
«È partito bene e ha avuto lo svolgimento ideale», ha spiegato Zahra. «Nel finale ha dovuto resistere con tutte le sue forze quando quel grande vecchio cavallo lo ha attaccato».
War Machine è allenato dal team Lindsay Park composto da Ben, Will e JD Hayes. Ben Hayes lo ha definito un cavallo straordinario per la scuderia, pur ammettendo una certa frustrazione dopo la sua precedente serie di successi: barriere larghe e terreni poco adatti avevano spesso complicato i piani. Il cavallo era stato ritirato quattro volte prima che venisse individuata la corsa giusta.
Hayes ha sottolineato il buon percorso e l’ottima monta di Zahra, oltre al vantaggio di affrontare una prova di livello meno elevato. Si è detto particolarmente soddisfatto della capacità di War Machine di rilassarsi dietro i battistrada. Pur avendo dovuto cercare spazio e assumere il comando piuttosto presto, il castrone ha continuato a lottare fino al traguardo.
Secondo l’allenatore, questa vittoria indica che War Machine è tornato sulla strada giusta e potrà essere indirizzato verso obiettivi interessanti. Il programma futuro sarà deciso soltanto dopo aver valutato il recupero: tra le possibilità ci sono sia una riduzione sia un allungamento della distanza. Hayes lo considera molto efficace sui 1400 metri, ma anche adatto alle corse in dirittura.
Allevato da MDJ Bloodstock Ltd, War Machine era stato presentato da Ardsley Stud della famiglia Wallace sia alle National Yearling Sales di New Zealand Bloodstock sia alla Ready To Run Sale. In entrambe le occasioni non aveva raggiunto la riserva di 100.000 dollari.
Figlio di Harry Angel e della vincitrice Caserta, una figlia di Hussonet, fu poi affidato a Jim Wallace. Prima della cessione privata vinse di sei lunghezze l’unica prova disputata a Foxton.
War Machine conta ora 21 corse, con otto vittorie, sei piazzamenti e guadagni complessivi pari a 3,56 milioni di dollari australiani.
