Il Dubai Future Champions Festival, in programma venerdì 9 e sabato 10 ottobre sul Rowley Mile di Newmarket, mette in vetrina il presente e il futuro del galoppo europeo. Le Darley Dewhurst Stakes e il bet365 Fillies’ Mile, entrambe di Gruppo 1, possono incoronare i migliori due anni e orientare già le quote delle Classiche della stagione successiva.

L’albo d’oro conferma il peso delle due prove. Nelle Dewhurst figurano City Of Troy, Chaldean, St Mark’s Basilica, Too Darn Hot e Frankel; negli ultimi quindici anni il Fillies’ Mile è stato conquistato, tra le altre, da Ylang Ylang, Inspiral, Rhododendron, Minding e Together Forever.

Su un terreno annunciato Good to Firm, le quindici corse delle due giornate saranno dedicate soprattutto ai puledri della generazione 2024, ma offriranno opportunità black type anche a tre anni e anziani. Nel Cesarewitch Handicap, inoltre, Beylerbeyi proverà a ripetere il successo dell’anno precedente nonostante un peso sensibilmente più gravoso.

Le Dewhurst si presentano come un confronto tra Godolphin e Coolmore, con Gentle Hurricane, figlio di Invincible Spirit, chiamato a inserirsi nella sfida. Il suo allenatore Andrew Balding ha già vinto recentemente la corsa con Chaldean e Gewan e l’ha definita la principale prova europea per i due anni.

Godolphin schiera l’imbattuto Desert Castle, figlio di Frankel, insieme a Jassas, da Dubawi, vincitore di due delle tre corse disputate e sostenuto da una genealogia di alto livello. Aidan O’Brien risponde con Darkness Falls e Great Barrier Reef. Sulla carta non emerge una gerarchia netta tra i due, anche se la scelta di Ryan Moore per Darkness Falls potrebbe indicare una maggiore fiducia nel figlio di Camelot.

Darkness Falls ha seguito un percorso particolare: terzo al debutto in una maiden sul miglio, ha poi vinto nella stessa categoria e sulla medesima distanza, prima di dominare le Golden Fleece Stakes di Gruppo 1 sui 1.800 metri a Leopardstown. A Newmarket scende di 400 metri per affrontare Desert Castle, in una prova che potrà aiutare O’Brien a stabilire se indirizzarlo verso le Ghinee, il Derby o entrambe le Classiche.

L’incrocio tra Camelot e una madre da No Nay Never suggerisce per Darkness Falls una combinazione di fondo, accelerazione e velocità. Great Barrier Reef, tuttavia, non può essere trascurato: ha ottenuto tre vittorie e un secondo posto in quattro partenze e si è imposto nelle Coventry Stakes di Gruppo 2 al Royal Ascot. La sua rapidità e la maggiore esperienza potrebbero essere determinanti.

Le Dewhurst sono previste alle 16 italiane di sabato. Il loro esito potrebbe indicare anche il futuro favorito delle 2000 Ghinee del 2027.

Nel Fillies’ Mile il riferimento è Musical Times, figlia di Lope De Vega e imbattuta in tre corse. Il mese precedente ha dominato le May Hill Stakes di Gruppo 2, producendo frazioni molto veloci che le avversarie non sono riuscite a sostenere. Allevata da Darley, è figlia di Dubai Fountain, quarta nella stessa corsa, e possiede una linea materna nella quale compaiono Dubawi, Alleged, Seattle View, Real World e Dubai Destination.

Rogue Passion, da Sioux Nation, aveva battuto nel Prix d’Aumale di Gruppo 2 Amusingly, poi vincitrice del Lagardère di Gruppo 1, e arriva sostenuta dalla fiducia dell’allenatore Ed Bethell. Forbidden Fire, figlia di No Nay Never, è un altro prodotto della fattrice Arabian Queen, madre anche di Venetian Prince, vincitore dell’ultimo Derby Italiano.

Per Ballydoyle, esclusa Sun Goddess che dovrebbe essere indirizzata verso gli Stati Uniti, O’Brien presenta Haven, da Wootton Bassett, ed Exceptionally, da Into Mischief, con l’obiettivo di verificarne il livello in un contesto particolarmente selettivo. Il Fillies’ Mile si disputerà venerdì alle 15.57 italiane e assegnerà un ruolo di primo piano nella gerarchia delle femmine del 2026.

Il programma giovanile comprende anche le Cornwallis sulla velocità pura, le Oh So Sharp sui sette furlong, le Autumn Stakes sul miglio e soprattutto le Zetland Stakes di Gruppo 3 sui 2.000 metri. Quest’ultima prova non assegna ancora credenziali classiche definitive, ma misura equilibrio, fondo e capacità di allungare, qualità già rilevanti in prospettiva Derby 2027.

Nelle Zetland, Drumbeat, da Wootton Bassett, avrà Ryan Moore e partirà dalla gabbia 6. Il terzo posto nelle Beresford rappresenta il riferimento più solido e il modo in cui ha corso suggerisce che possa apprezzare una distanza maggiore. Apulia Bay, figlio di Too Darn Hot affidato a James Doyle, è cresciuto progressivamente e sembra avere linea materna e meccanica adatte ai 2.000 metri. Sword Salute, da Masar e con il numero 1 di steccato, arriva da un piazzamento nella Wild Card di Epsom e ha già mostrato possibili doti di adattamento a un tracciato da Derby.

Nelle Autumn Stakes di Gruppo 3 spiccano Rock Montreal, figlio di Blue Point acquistato per un milione di ghinee e dirottato dalle Dewhurst, Sergei Diaghilev, da Wootton Bassett e secondo nelle Champagne Stakes, e l’italiano Notable Dream. Il portacolori della Scuderia Sagam, allenato da Marco Botti, sarà montato da Silvestre de Sousa dopo il secondo posto nelle Tattersalls Stakes.

Venerdì Flann Sunna, figlio di Blue Point e terzo di strettissima misura nelle Flying Childers, darà consistenza alle Cornwallis sui 1.000 metri. Nelle Oh So Sharp, invece, Topaz partirà dalla gabbia 15 con Finley Marsh per Jack Channon. La vincitrice del Premio Ubaldo Pandolfi del Centenario a Capannelle salirà da 1.200 a 1.400 metri: un passaggio interessante, ma non scontato per una puledra che ha costruito il proprio valore soprattutto sulla brillantezza.

Il quadro dei giovani sarà completato sabato da una maiden riservata alle femmine e da una nursery sui sette furlong, corse meno prestigiose ma potenzialmente rivelatrici per i soggetti più tardivi.

Il Cesarewitch, nato nel 1839 dopo la donazione di 300 sterline al Jockey Club da parte dello zarevic Alessandro, futuro Alessandro II, forma con il Cambridgeshire l’Autumn Double. La doppietta nello stesso anno è riuscita soltanto tre volte, sempre nell’Ottocento.

Gli oltre 3.600 metri del Cesarewitch, con partenza lontana dalla tribuna, la curva d’ingresso sul Rowley Mile e il lunghissimo tratto conclusivo, richiedono posizione, risparmio di energie, capacità di muoversi nel traffico e forza residua quando pendenza e ritmo diventano decisivi. Anche peso e numero di steccato incidono: una gabbia esterna può costringere a spendere presto, mentre una interna aumenta il rischio di restare chiusi.

Tra i 29 dichiarati, il campione uscente Beylerbeyi, figlio di Invincible Spirit, partirà dalla gabbia 22 con Billy Loughnane e porterà dieci libbre in più rispetto al 2025. Il quinto posto nell’Ebor e il secondo nella Doncaster Cup dietro Caballo De Mar, vincitore del Cadran, indicano però una condizione adeguata.

Kirchner, da Pinatubo, ha acquisito autentica consistenza sulle lunghe distanze con James Owen. Dawn Rising, figlio di Galileo affidato a Ryan Moore, ha deluso su distanze troppo brevi ma ritrova tracciato, scenario e assetto di peso del secondo posto ottenuto l’anno precedente. L’incognita tecnica è Valedictory, da Cracksman: ha vinto tre delle ultime cinque corse e manterrà i finimenti, ma non ha mai affrontato una distanza simile.

Nel Cesarewitch la superiorità teorica raramente basta. Il favorito dovrà trovare copertura, evitare rallentamenti e accettare che la fase decisiva inizi quando mancano ancora parecchi furlong al traguardo.

Il resto del Festival comprende le Challenge Stakes sui sette furlong, la velocità femminile della Boadicea, l’Old Rowley Cup, le Pride Stakes e, sabato, una Darley Stakes sui 1.800 metri con pochi concorrenti ma di buona qualità.

La presenza italiana più consistente è legata a Marco Botti. Nell’Old Rowley, Archers Bay, figlio di Wootton Bassett, avrà Ryan Moore, la gabbia 10 e il top weight. Torna in handicap dopo essere stato secondo in una Listed sullo stesso percorso e dopo avere riscattato la negativa trasferta nel Derby Italiano con il brillante successo nella Shergar Cup Classic.

Nelle Pride Stakes, Lizzana, da Saxon Warrior, sarà montata da Marco Ghiani e ritroverà i 2.000 metri. Porta con sé il secondo posto nel Regina Elena, il terzo nelle Oaks d’Italia e il recente piazzamento nelle Rosemary Stakes: un curriculum quasi interamente black type, un rating interessante e una solidità già verificata tra l’Inghilterra e San Siro.

Newmarket si prepara così a unire ancora una volta presente e futuro. Sul Rowley Mile si correrà per vincere nell’immediato, ma i risultati del fine settimana potrebbero assumere un significato ancora maggiore nelle stagioni successive.